A Magenta si vota il 12 giugno e Francesco Anile, candidato sindaco di Rifondazione Comunista, non ha dubbi: “Serve più sinistra, più chiarezza e più cultura, anche per questo abbiamo candidato Emanuele Torreggiani”. E sul dialogo con il Pd è tranchant: “Ci hanno proposto un pacchetto preconfezionato, compreso un candidato sindaco che non ci piace. Che razza di confronto sarebbe questo?”

di Ersilio Mattioni

MAGENTA (MILANO) – “Ho sentito dire che la nostra lista è una sorpresa, che nessuno se l’aspettava. Forse c’è qualcuno che la teme, ma noi ne discutiamo da un anno”. Francesco Anile – candidato sindaco di Rifondazione Comunista a Magenta e segretario cittadino del partito – non ha dubbi: “Serve più sinistra, più chiarezza e più cultura”. E sul dialogo con il Pd è tranchant: “Siamo stati contattati e ne abbiamo parlato, ma ci hanno proposto un pacchetto preconfezionato, compreso un candidato sindaco che non ci piace. Che razza di confronto sarebbe questo?”

Non avete paura di correre con un simbolo del passato né di utilizzare la parola “comunista”. Non avete paura di spaventare gli elettori?

“Sono nato in una famiglia umile, ho vissuto alle case popolari e prima di diventare architetto ho fatto l’operaio in fabbrica. A noi interessa il lavoro, la scuola, le persone in difficoltà. Per affrontare questi problemi bisogna avere un’identità e una collocazione. Per questo abbiamo scelto di presentarci con il simbolo di Rifondazione. Diffidiamo del cosiddetto civismo, non si capisce mai cos’è né cosa vuole fare”.

Perché non avete cercato un accordo con il Pd per costruire un centrosinistra unito e competitivo?

“Da un anno stiamo lavorando alla nostra lista e non siamo mai stati contattati dal Pd. Solo all’ultimo momento qualcuno si è fatto avanti. Ma ci è stato presentato un pacchetto preconfezionato: prendere o lasciare, compreso un candidato sindaco che non ci piace. Che razza di confronto è mai questo?”

Non vi piace Enzo Salvaggio, e perché?

“Nulla di personale, ovviamente. Ma noi siamo stati in maggioranza nella giunta di Marco Invernizzi nel 2012. Poi ne siamo usciti in polemica con certe scelte urbanistiche dissennate, compiute dall’allora assessore Salvaggio. E oggi lo dovremmo sostenere come candidato sindaco? Non scherziamo”.

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“Mi piace pensare che ci andremo contro il centrodestra di Luca Del Gobbo”.

Realisticamente?

“Chi lo sa. Credo che il centrodestra ci andrà di sicuro. Non saprei dire chi sarà il secondo classificato”.

Ha stupito tutti la scelta di candidare Emanuele Torreggiani, perché questa decisione?

“Semplice, perché Torreggiano è un uomo libero e di grande cultura. E oggi più che mai abbiamo bisogno di investire sulla cultura, a tutti i livelli. Si otterrebbero grandi risultati”.

Cosa serve a Magenta?

“Prima di tutto un Comune efficiente, mentre gli uffici sono al collasso. Penso in particolare all’ufficio tecnico, che in questi anni è stato un vero colabrodo. La macchina comunale deve ripartire come si deve per occuparsi dei cittadini, soprattutto dei bambini e degli anziani. Per noi sono queste le categorie che oggi vanno maggiormente protette”.

Che tipo di sindaco sarebbe Francesco Anile?

“Un sindaco che si occupa di tutti, nessuno escluso. La politica deve tornare a dare risposte, cosa che in questi anni non ha fatto. Sarò sincero. Avrei preferito che il candidato sindaco fosse un giovane, ma il risultato di una politica che non fa più il suo dovere è proprio questo: allontana i cittadini dalle istituzioni, in particolare i ragazzi. Su questo c’è molto da lavorare”.

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