Sorrisi, abbracci, strette di mano e piccole rivalse politiche: l’ex sindaco del gobbo si prende i meriti

di Riccardo Sala

In origine i posti di lavori dovevano essere 260 (mentre sono 60 e per di più pecari). Ma all’apertura del nuovo spaccio targato Lindt-Caffarel c’è stata comunque gioia, soddisfazione ed emozione. Venerdì 4 dicembre è stata ufficializzata l’apertura del nuovo punto vendita, situato proprio di fronte al complesso logistico costruito nel 2008 tra Magenta e Boffalora, della nota azienda svizzera del cioccolato, attirando una discreta folla composta da amanti del cacao e curiosi di tutte le età. Un’apertura in grande stile, con la presenza dell’amministratore delegato di Lindt Italia Fabrizio Parini e delle istituzioni, la giunta, il sindaco Marco Invernizzi e il parroco Giuseppe Marinoni. Soddisfatte le parti in campo, il sindaco e l’azienda, per un nuovo passo che le due realtà compiono insieme in una convivenza che dura dal 2007. Il sindaco ha infatti ribadito, nell’intervento che ha preceduto l’inaugurazione vera e propria, quanto sia importante avere un’azienda di questo calibro sul suolo cittadino, in grado di portare ricchezza e lavoro, ma anche la qualità e la passione per uno dei piaceri più intensi e antichi, quello del buon cibo. A seguire, benedizione natalizia ai presenti e alla struttura, preghiera collettiva e infine il taglio del nastro. Poi, la fiumana di persone, preceduta dalle autorità, si fionda nel piccolo fabbricato, perdendosi tra le montagne di confezioni lucide dei cioccolatini e tra il profumo delle praline colate al momento da un pasticcere. Il negozio si riempie, svuotandosi man mano che l’eccitazione finisce, chi dopo aver comprato qualcosa, chi dopo aver dato solo un’occhiata curiosa a questo paradiso della gola. Insomma, avere un polo logistico della Lindt e uno dei pochissimi spacci ufficiali in Italia ha i suoi vantaggi, per chi sa apprezzare i dolciumi della storica azienda elvetica. Nonostante questo clima di gioia, però non sono mancate le polemiche. Questa volta arrivano da Simone Gelli e Luca Del Gobbo, rispettivamente assessore ai Lavori Pubblici e sindaco all’epoca dell’insediamento del polo logistico da 35.000 metri quadri che la Lindt ha realizzato a Magenta. Così commenta Del Gobbo su Facebook: “Alla fine mi convinco che la mia amministrazione aveva fatto qualcosa di… buono”, sostenuto da Gelli: “Ti ricordi Luca i nomi di quelli che fino all’altro giorno sparavano addosso alla Lindt? Oggi sono quelli che dicono che Magenta riparte. Pazzesco!” Riprendendo poi la questione sul profilo di Lega Nord Magenta: “Sulla Lindt ne han dette di ogni dai banchi dell’opposizione, oggi inaugurano con facce sorridenti e commenti entusiasti. Conversione sulla via di Damasco? Mah, non é mai troppo tardi”. Insomma, anche un’inaugurazione diventa motivo per fare battaglia politica, soprattutto a ridosso di una campagna elettorale. Nulla di nuovo sotto il cielo della politica italiana. E neppure, spiace doverlo ammettere, di quella magentina.

 

Salvaggio: “La vecchia giunta Pdl promise occupazione in campagna elettorale”

Le affermazioni di Luca Del Gobbo e Simone Gelli sul caso Lindt sono senz’altro pertinenti al loro ruolo avuto nella vicenda, in quanto le trattative e il successivo accordo per portare a Magenta uno dei pochi magazzini, con quasi un centinaio di posti di lavoro a massima attività, di un’azienda che non ha mai conosciuto una crisi. Un’azione notevole e degna di lode, che ebbe però dei risvolti di critica, che ci vengono spiegati da Enzo Salvaggio, consigliere durante la seconda legislatura di Del Gobbo: “Le critiche vennero avanzate solo in due occasioni, ovvero la promessa di 260 posti di lavoro fisso e l’uso dei 2,7 milioni di euro di opere pubbliche promesso dalla Lindt in cambio del terreno e del permesso di costruire. Nel primo caso non ci piacque la promessa di posti di lavoro, in quanto fatta durante la campagna elettorale del 2007. Nel secondo caso ci riferivamo ai problemi avuti nella realizzazione delle piste ciclabili e il mancato collaudo di tutte le opere ‘Lindt’ di Pontenuovo. Collaudo che è stato fatto nell’ottobre 2012”. Vero. Nel primo caso, nell’aprile 2007 l’Amministratore delegato di Lindt affermò in una conferenza stampa che a pieno regime e con aumento del mercato, il complesso avrebbe potuto dare lavoro a quella mole di persone. Il Comune si attivò subito, adibendo pure il municipio come punto di raccolta dei curricula da inviare poi all’azienda. Tutto quel lavoro, con lo scoppiare della crisi economica del 2008, è andato in fumo, e le forze della Lindt constano in una sessantina di lavoratori, quasi tutti stagionali e forniti da cooperative esterne. Nel secondo caso, Del Gobbo riuscì a strappare un’offerta molto vantaggiosa (2,7 milioni in opere rispetto a 1,2 milioni di valore del terreno), salvo poi cadere in pasticci come la tristemente famosa ‘mezza’ pista ciclabile di via Bottego. R.S.

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