Sotto accusa l’efficienza della macchina amministrativa: troppi spostamenti da un ufficio all’altro

di Riccardo Sala

Il Comune di Magenta torna ad integrare personale dopo il blocco delle assunzioni che dura ormai da qualche anno. Sono state selezionate infatti ben 5 persone, tutti ex dipendenti della provincia, che andranno a sostituire altrettanti impiegati comunali che sono andati, o che andranno a breve, in pensione. In particolare i nuovi arrivati occuperanno le posizioni di: ufficiale della polizia locale, un impiegato in Segreteria, uno nell’ufficio del Protocollo, uno ai Servizi Sociali e, infine, un impiegato nell’ufficio Ragioneria. Una buona notizia, da un lato, in quanto un’amministrazione locale può ora sopperire alle mancanze di personale, che in alcuni camagenta Da parte della maggioranza c’è sostegno pieno alle politiche della giunta Invernizzi per quanto riguarda la gestione del personale, nonché una sorta di incredulità nei confronti delle accuse mosse all’amministrazione. Parla ai nostri microfoni il vicesindaco, con delega alle Risorse umane, Paolo Razzano: “Le acmagenta Sull’argomento, nel corso del tempo, si sono espresse più o meno tutte le forze politiche cittadine. L’opposizione di centrodestra però ha decisamente poco gradito il ‘turnover’ compiuto dall’amministrazione Invernizzi al momento dell’insediamento, quando sostituì gran parte della dirigenza comunale, forse sospettata di essere troppo vicina all’ex sindaco Luca Del Gobbo. Parla ai nostri microfoni il consigliere capogruppo dell’Ncd, Giovanni Lami: “Le continue ristrutturazioni del personale, ben tre in tre anni, tra trasferimenti e cambi di responcuse sono prive di fondamento, e si capisce dal fatto che sono così generiche. Gli organi del Comune di Magenta sono efficienti e pienamente in armonia, lavorano molto bene, ma questo non esclude che ci voglia un numero minimo di personale con le giuste competenze per far funzionare tutto al meglio. Poi, su quello che si dice sul morale dei dipendenti, sinceramente non saprei sabilità, hanno creato il caos e grande malcontento negli uffici comunali. Ma ben più grave è l’effetto che ha avuto il ‘taglio dalle teste’ di inizio mandato. Da anni i dipendenti rispondere. La comunicazione tra giunta e lavoratori è costante ed è la base della nostra presenza in Comune, gli incontri sono frequenti e ogni problema viene risolto civilmente e senza mandare via nessuno”. Prosegue poi Razzano: “I cinque nuovi dipendenti sono necessari, poiché altrettanti sono andati in pensione in questi due anni, non possiamo certo lasciare lavorano nel sospetto e sono pesantemente demotivati. L’amministrazione non vuole vedere il problema, si limita ad aumentare il personale per sopperire a una mancanza di organizzazione che viene dall’alto. Basta pensare cosa ha fatto negli anni questa amministrazione, che ha cambiato ben due segretari comunali, il capo dell’ufficio tecnico e diversi presidenti delle partecipate su cui il Comune di Magenta ha potere decisionale. Tutto ciò non ha fatto altro che aggravare la situazione della macchina comunale, invece di risolvere i problemi, e denotano come siano confuse le idee della maggioranza”. R.S. delle posizioni scoperte. Noi abbiamo un programma triennale, che abbiamo votato a giugno, da rispettare anche per quanto riguarda i dipendenti e siamo riusciti a contenere le spese anche a fronte di un aumento del personale. Quest’anno risparmieremo circa 38 mila euro per il personale rispetto all’anno scorso. Questo fatto da solo basterebbe a far cadere le critiche”. R.S. si compromettono seriamente il lavoro degli uffici, potendo attingere solo dal personale in esubero delle ormai defunte province. Dall’altro lato, però, torna alla ribalta la questione dell’organizzazione e dell’efficienza della macchina comunale. Un argomento che è stato spesso toccato dai cittadini e dalle opposizioni in contrasto alle politiche del personale assunte dall’amministrazione guidata da Marco Invernizzi. Sono diverse, nel corso del tempo, le problematiche portate all’attenzione della giunta, tra cui l’accusa di aver ristrutturato troppo profondamente il personale, trasferendo persone da ufficio a ufficio con la conseguenza di aver tolto equilibrio alla macchina comunale o l’accusa di non star gestendo in modo ottimale i tirocinanti del progetto Dote Comune, affidandoli ad uffici che non necessiterebbero la loro presenza. Non ci è dato sapere quanto ci sia di vero, dato che sono questioni individuali. Sappiamo però quanto costano i dipendenti comunali e quanto, dal punto di vista sia economico che funzionale, una malagestione del personale possa avere effetti nefasti. Ora come ora, l’organico del Comune è composto da 140 persone e costa ai cittadini 5 milioni e 322 mila euro all’anno. Il numero comprende anche i lavoratori a tempo determinato, ma non le 6 borse lavoro del progetto Dote Comune rispettivamente di 20mila euro. Una spesa sicuramente alta, che l’amministrazione riconosce come necessaria. Una tesi suffragata dal tetto massimo dell’organico, che si attesta a 158 persone impiegate contro le 140 attuali, ma che non convince del tutto i detrattori. La domanda dei critici è infatti una sola: quanti soldi si sarebbero risparmiati ottimizzando meglio il personale?

 

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