Magenta – Novaceta, il sindaco fa lo scaricabarile

Retroscena • Olivieri sconsigliò di costituirsi parte civile, la giunta non seppe nulla

La vicenda che stiamo per raccontare è incredibile, assurda e paradossale. A Milano, due settimane fa, è cominciato il processo agli ex manager di Novaceta, accusati per aver provocato ad arte il fallimento della storica azienda allo scopo, fra gli altri, di distrarre denaro. Risultato, 400 famiglie sono rimaste senza lavoro. Gli ex lavoratori si sono costituiti parte civile al processo e chiedono, perlomeno, di essere risarciti. I vertici aziendali si sono opposti alla costituzione degli ex dipendenti e il Tribunale deciderà a settembre. Fin qui i fatti, cui se ne aggiunge uno: l’amministrazione comunale di Magenta, benché sollecitata, ha deciso di non costituirsi parte civile, rinunciando in un solo colpo sia a manifestare ai lavoratori licenziati una solidarietà politica oltre che umana sia rinunciando a lottare per il recupero di 800.000 euro. A tanto ammonta infatti la cifra che Novaceta avrebbe dovuto pagare di Irpef, cifra non versata nelle casse comunali proprio a causa del fallimento. Ma se verrà dimostrato che quella procedura fallimentare non fu dettata da ragioni di mercato ma provocata apposta, allora la società che gestisce Novaceta potrebbe essere condannata a risarcire anche il Comune. Ipotesi ormai sfumata, proprio a causa della mancata costituzione di parte civile. Ma chi ha deciso di non costituirsi? Il sindaco Marco Invernizzi non lo dice. E gioca anzi alla scaricabarile, rendendo questa emblematica dichiarazione: “Eravamo da poco stati eletti. Ci venne sottoposta la questione e, a nostra volta, la sottoponemmo al nostro ufficio legale. Ci dissero che non c’erano gli estremi per la costituzione di parte civile. Non mi ricordo il perché. In ogni caso, siamo da sempre vicini ai lavoratori e di certo non ci tiriamo indietro rispetto alla vicenda Novaceta. Siamo sempre in prima linea per la solidarietà e per la legalità”. Sembra di sognare. Uno, chi sarebbe l’ufficio legale del Comune? Giusto per capire, perché non ci risulta che ve ne sia uno. Due, in ballo ci sono 800.000 euro di soldi pubblici e il sindaco non si ricorda? Transeat. Tre, ammesso e non concesso che non vi fossero gli estremi per la costituzione di parte civile, tale costituzione avrebbe avuto un valore politico e simbolico, perché l’amministrazione avrebbe dimostrato di voler essere, nel bene o nel male, al fianco dei lavoratori Novaceta. Non basta dire “siamo in prima linea”. E’ una frase vuota, anche perché l’impressione è che in questa vicenda la giunta Invernizzi non solo non sia in pole position, ma sia proprio rimasta ai box. Allora, almeno, facciamo un po’ di chiarezza. Fu l’ex segretario comunale Lorenzo Olivieri (stipendio annuo: 120.000 euro) a sconsigliare la costituzione di parte civile. La questione morì lì, non fu neppure portata in giunta per essere discussa. E questo, sia detto per inciso, è una vergogna. Ma a questo punto siamo curiosi: se Olivieri pronunciò un parere negativo, deve pur esserci un documento che lo attesti. La pubblica amministrazione, del resto, parla con atti pubblici, diversamente da due amici al bar che scambiano opinioni in allegria sul calcio, le donne, il tempo e il governo. Dunque, signor sindaco, dov’è questo parere? Possiamo leggerlo? Restiamo in attesa. (Ha collaborato Riccardo Sala)