L’ex vicesindaco Tenti lascia la giunta Del Gobbo, si presenta come guida dei giovani amministratori vittuonesi e annuncia già la ricandidatura a Magenta nel 2027
MAGENTA-VITTUONE (MILANO) – Enzo Tenti show nel giorno delle dimissioni. Con il sindaco Luca Del Gobbo seduto al suo fianco, pronto a ringraziarlo per il lavoro svolto in quattro anni, l’ormai ex vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici e alla polizia locale ha tirato fuori i fuochi d’artificio. Attacchi agli avversari, sacrifici personali, giovani da accompagnare, amministrazioni da guidare e perfino la promessa di tornare presto candidato a Magenta. Tutto in una sola conferenza stampa.
L’attacco a Progetto Magenta
Il primo bersaglio è stato Progetto Magenta, liquidato con sarcasmo e una battuta che dice già molto del tono della mattinata. Tenti ha finto di non ricordarne neppure il nome: “Come si chiama? Progetto Magenta? È talmente importante che non mi ricordo neppure il nome”. Poi l’affondo contro Silvia Minardi, accusata di essersi candidata a sindaco pur di entrare in consiglio comunale e di avere “bruciato tre liste di giovani”. Un modo per presentare se stesso, al contrario, come colui che ai giovani apre le porte, li sostiene e li accompagna verso il governo delle città.
Il sacrificio per i giovani
Da quel momento Tenti ha recitato la parte di Socrate, pronto al sacrificio personale per un bene più alto. Ha spiegato di avere preso una decisione “molto sofferta”, non per rompere con Magenta, non per dissensi con Del Gobbo e nemmeno per divergenze sul data center, ma per aiutare la nuova sindaca di Vittuone Elena Comerio e la giovane squadra che ha vinto le elezioni.
La versione ufficiale è che la richiesta sia arrivata soltanto dopo il voto. Comerio, psicologa e amministratrice con poca esperienza, gli avrebbe chiesto una mano una volta entrata in Comune. Una ricostruzione possibile, certo. Ma resta difficile credere che durante un’intera campagna elettorale, seguita da Tenti in prima persona e con grande visibilità, nessuno avesse mai immaginato un suo futuro ingresso in giunta.
La domanda sul rispetto degli elettori
A quel punto gli abbiamo posto una domanda articolata, partendo proprio dalla narrazione appena proposta. “A noi piace molto il Mulino Bianco”, gli abbiamo detto, “quindi abbiamo ascoltato con grande attenzione il racconto dell’impegno per Magenta, del nuovo impegno per Vittuone, dell’aiuto ai giovani e del sacrificio fatto con il cuore”. Poi abbiamo ricostruito i fatti. Nel 2022 Enzo Tenti si candida a Magenta e assume un primo impegno con gli elettori. Dopo il voto accetta la delega ai Lavori pubblici e prende una seconda responsabilità. Infine accetta anche la carica di vicesindaco, politicamente e simbolicamente ancora più rilevante.
Nel frattempo segue da protagonista la campagna elettorale di Vittuone, senza che venga mai detto pubblicamente che, in caso di vittoria, sarebbe diventato assessore. Poi, concluse le elezioni, senza essersi candidato e senza avere ricevuto un solo voto dai cittadini vittuonesi, entra nella nuova giunta. La domanda, dunque, era semplice nella sua sostanza: non le sembra di avere mancato di correttezza nei confronti degli elettori e dei cittadini di Magenta e di Vittuone?
“Non ho tradito nessuno”
Tenti ha respinto ogni accusa di tradimento. Ha ricordato di fare parte del direttivo cittadino di Forza Italia, ha assicurato che continuerà a occuparsi della politica magentina e ha annunciato che nel 2027 intende ricandidarsi proprio a Magenta. La faccia perplessa di Luca Del Gobbo, seduto accanto a lui, diceva forse più di molte parole. Perché Tenti lascia la giunta oggi, entra in quella di un altro Comune e nello stesso momento annuncia già il proprio ritorno elettorale nella città appena abbandonata. Il ragionamento dell’ex vicesindaco, in sintesi, è questo: Magenta può fare a meno di lui, perché dispone di valide alternative; Vittuone, invece, avrebbe proprio bisogno della sua esperienza. Una tesi non esattamente modesta, ma esposta con grande sicurezza.
A Vittuone comanderà lui
Tenti ha spiegato che a Vittuone è nata una nuova classe dirigente molto giovane, che lui intende aiutare a crescere e accompagnare nei primi passi amministrativi. La sindaca avrà formalmente la guida della giunta, ma dalle parole dell’ex vicesindaco di Magenta è emerso chiaramente chi si considera il vero regista dell’operazione.
Il passaggio più significativo è arrivato quando ha spiegato che Comerio, dopo le elezioni, gli avrebbe detto: “Io ho accettato, ma adesso mi devi dare una mano”. Tenti ha così descritto il proprio ruolo non come quello di un semplice assessore, ma come quello dell’uomo esperto chiamato a mettere in moto una macchina amministrativa troppo pesante per una squadra alle prime armi. Poi il proclama finale: “Con questa classe dirigente, a Vittuone governeremo a lungo”. Vedremo se Enzo Tenti avrà parlato da profeta o da Cassandra.
Il data center diventa una “catastrofe”
Lo spettacolo si è chiuso con il data center. Tenti ha accusato il centrosinistra di usare “due pesi e due misure”, ricordando che a Vittuone un impianto analogo sarebbe stato autorizzato da una giunta Pd senza sollevare le stesse proteste viste oggi a Magenta. Ma subito dopo ha demolito proprio il progetto vittuonese, sostenendo che l’unica vera opera pubblica sarebbe un parcheggio destinato soprattutto a servire l’impianto. Quindi la frase più pesante dell’intera conferenza: “Spero che Roma lo bocci, perché è una catastrofe”. Un’affermazione singolare per chi, poche ore dopo, entrerà nella giunta chiamata ad amministrare quella stessa città. Ma nello show di Enzo Tenti, tra Magenta, Vittuone, giovani da formare, elezioni future e data center da fermare, c’era spazio davvero per tutto.






