In manette la banda dei furti alla piscina di Busto Arsizio. Si facevano consegnare denaro dai ragazzi più piccoli per non importunarli, una specie di ‘pizzo’ da pagare per non essere presi di mira dal gruppo di balordi, che ha messo a segno una pluralità di colpi, rubando ai bagnanti di tutto e di più, tra cui smartphone, cellulari, tablet, mini computer e portafogli

7 AGOSTO 2016

di Deborah Alì

BUSTO ARSIZIO (VARESE) – Arrestati quattro ragazzi che rubavano alla piscina comunale di Busto Arsizio: un giovane di Castano Primo, uno di Magnago e due di Busto Arsizio. Il capo della banda era un 18enne di Magnago, di origine marocchina, da anni residente in paese, che insieme a un altro connazionale, un italiano e a un senegalese negli ultimi giorni ha messo a segno almeno una dozzina di furti ai danni dei frequentatori della piscina ‘Luciano Manara’.

Andare in piscina, un incubo

Per i bagnanti andare in piscina era diventato un incubo. A essere presi di mira non solo ragazzi, visto che la piscina in questo periodo dell’anno è frequentata anche da intere famiglie che cercano sollievo dal caldo afoso che colpisce la cittadina del basso varesotto. Appena qualcuno lasciava incustoditi i propri effetti personali, i ragazzi se ne impossessavano. Non contenti, hanno anche scardinato i lucchetti degli armadietti posti all’interno degli spogliatoi.

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Furti di ogni genere

Negli ultimi giorni sono state presentate numerose denunce dai bagnanti. I quattro rubavano di tutto. A essere presi di mira smartphone, cellulari, tablet, mini computer e portafogli. Ma non sono stati disdegnati anche teli mare e altri oggetti di poco valore. A mettere fine a questi spiacevoli episodi sono state le forze dell’ordine, che negli scorsi giorni hanno individuato e arrestato tutti gli autori dei furti. A incastrare i quattro sono state le immagini riprese dalle videocamere di sicurezza installate su tutta l’area all’interno dell’impianto sportivo. Da quanto è stato diramato dagli inquirenti, dopo la conclusione delle indagini, i quattro sono stati incastrati anche grazie al loro comportamento.

Il ‘pizzo’ pagato dai ragazzini

Per farsi notare, si atteggiavano da bulli prepotenti e importunavano i clienti della piscina attirando l’attenzione dei bagnanti e dei gestori del centro sportivo. La maggior parte della refurtiva è stata recuperata e restituita ai legittimi proprietari, che nei giorni precedenti si erano recati in caserma e avevano sporto denuncia. I ragazzi, per il momento, sono accusati di furto aggravato e ricettazione. Le autorità però si riservano di continuare le indagini su episodi analoghi denunciati nelle scorse settimane nella zona dell’Altomilanese e sugli episodi di bullismo messi in atto a danno di alcuni coetanei all’interno della piscina. Pare, infatti, che i quattro si facessero consegnare danaro per non fare i bulli e non importunare altri ragazzi. Pazzesco, ma ora per fortuna l’incubo è finito.

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