Gli avvocati del politico indagato per corruzione, concussione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio chiedono la fine degli arresti domiciliari con una motivazione alquanto originale: Mantovani soffrirebbe di una forte depressione, curabile con una terapia sperimentale: il volo con il parapendio. Ma il giudice respinge l’istanza, perché l’ex vicepresidente della Lombardia non si è dimesso dai suoi incarichi (è solo autosospeso), può inquinare le prove e continuare a commettere reati, potendo ancora contare sulla sua fitta rete di contatti. A dare notizia della curiosa strategia difensiva è stato il quotidiano ‘Le Repubblica’

20 MARZO 2016

di Ersilio Mattioni

MILANO – Non si era mai sentita una richiesta di scarcerazione così fantasiosa. Secondo gli avvocati di Mario Mantovani (l’ex vicepresidente della Lombardia, imputato per corruzione, concussione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio) il politico avrebbe bisogno di “un’esperienza di volo libero”. Già, dopo quaranta giorni nel carcere milanese di San Vittore e dopo tre mesi di arresti domiciliari si ravvisa “la necessità di una particolare terapia – scrive l’avvocato Roberto Lassini – sostanziantesi nel cosiddetto ‘volo libero’. L’asprezza della misura cautelare ha profondamente segnato l’imputato, tanto da rilevarne allarmanti segnali contrassegnati da un immaginario autolesionistico e suicidiale”. Si allega alla richiesta anche la certificazione medica di uno psicoterapeuta, Angelo Carlo Garavaglia, il quale ha sviluppato una terapia sperimentale (non riconosciuta dal Sistema sanitario nazionale), sul “volo come cura della depressione endogena”. Lo psicologo, avendo in cura Mantovani, ha così redatto una consulenza che accompagna la richiesta di revoca degli arresti domiciliari. “Le sedute bisettimanali – scrive il dottor Garavaglia – possano portare a qualche beneficio nel medio termine, mentre mi sembra necessario sostenere il paziente nell’immediato (…) Propongo come coadiuvante del trattamento psicologico una esperienza di volo libero”. Da ciò la prescrizione medica: “Compiere tre voli in parapendio biposto presso il campo scuola di Suello, provincia di Lecco (a 20 chilometri dal confine con la Svizzera, ndr), le domeniche di marzo e aprile”.

Richiesta respinta

Chi sta immaginando Mantovani che si getta nel vuoto con il parapendio può smettere subito, perché la curiosa proposta non ha avuto successo. Il Giudice per l’udienza preliminare, Gennaro Mastrangelo, ha respinto la richiesta, contro la quale si era espresso anche il Pubblico ministero Giovanni Polizzi. Secondo la Procura, infatti, il politico è solo sospeso dalla carica di consigliere regionale e tornerebbe sui banchi del Pirellone appena gli arresti dovessero essere revocati. In più, potrebbe ancora inquinare le prove e reiterare il reato, avendo conservato la propria fitta rete di relazioni e potendo concordare la linea difensiva con gli altri imputati.

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Giallo sul ricorso in Cassazione

E’ giallo intanto sul ricorso presentato in Cassazione dagli avvocati di Mantovani (l’ennesimo per chiedere la revoca degli arresti), che secondo alcuni è stato respinto e secondo altri è stato ritirato. L’ex sindaco di Arconate, in ogni caso, ha scelto di essere giudicato con rito immediato e dovrà affrontare un processo, che comincerà il prossimo 8 giugno.

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