Il consigliere d’opposizione: “è da luglio che presentiamo interrogazioni per salvaguardare Fusè”

di Riccardo Sala

Come anticipato settimana scorsa, l’esposto in Procura presentato dalla lista Punto su Mesero è stato protocollato al Tribunale di Milano. Abbiamo chiesto il documento al capogruppo Maurizio Antonali, per sapere nel particolare quali siano le accuse della minoranza e quali le tesi portate a sostegno della supposta negligenza di questa amministrazione. Il documento ripercorre i vari passi delle interrogazioni consiliari, a partire da quella che ha convinto la giunta ad effettuare le prime analisi (del 28 gennaio 2015), all’intervento di aprile, a quelle di luglio (mese in cui le opposizioni hanno ricevuto le analisi Arpa), settembre e ottobre, che invece chiedevano a gran forza una maggior trasparenza riguardo i dati. Viene sottolineata infatti l’inerzia delle ultime amministrazioni e della dirigenza scolastica, che secondo Punto su Mesero hanno mostrato invece un atteggiamento ambiguo e vago, andando a minare la salute pubblica e il rapporto di trasparenza tra cittadini ed istituzioni. Si richiede infine che “si accertino le responsabilità dei dirigenti della Carlo Noè dal 2000 ad oggi, e per lo stesso motivo i sindaci di Mesero dal 2000 ad oggi, e si prendano provvedimenti – anche d’urgenza – volti a tutelare la salute di tutte le persone coinvolte”. Ci rilascia una dichiarazione più ‘politica’, poi, lo stesso Antonali: “Ci è dispiaciuto prendere una strada del genere, ma a mali estremi, estremi rimedi. È impensabile che su una tematica di salute pubblica, i nodi vengano al pettine a distanza di 8 mesi e per mezzo della stampa locale. Noi, pur sapendo tutto da luglio, abbiamo fatto interrogazioni per 3 consigli comunali di fila proprio per spingere il sindaco a trattare la questione di persona, in modo da salvaguardare se stesso e la città. Questo è stato il comportamento avanzato da qualcuno che è totalmente incapace di governare un paese, figuriamoci di tutelare la salute dei cittadini”.

Scrive il primo cittadino: “Il problema è stato risolto da mesi”

L’amministrazione cerca di difendersi e di rassicurare i genitori dopo l’articolo sulla presenza del radon alle elementari

“Non esiste più alcun problema di gas tossico nella scuola primaria di Mesero. Sono già sei mesi che è stato risolto in modo definitivo”. È questa la secca smentita dell’Amministrazione comunale in seguito all’allarme provocato tra i genitori dagli articoli che sono stati pubblicati nell’edizione del 4 dicembre 2015 da un settimanale locale. Nei relativi titoli è stato scritto con particolare enfasi: “Gas tossici alle elementari. Il sindaco mente ai cittadini” (prima pagina); “Gas tossico alla scuola: il sindaco mentì ai genitori. Nascoste le analisi che parlano di ‘alta pericolosità’” (pagina 8); “Gas tossico a scuola, Antonali porta il sindaco in Tribunale (pagina 20)”(…) Il sindaco spiega anche di non aver mai voluto diffondere i valori dei controlli effettuati per una serie di valide ragioni: i dati mi sono stati trasmessi in forma riservata dall’Istituto Comprensivo che ne è titolare e l’Amministrazione comunale ha mantenuto la riservatezza istituzionale come espressamente richiesto ma informando di tutto i capigruppo di minoranza che ne hanno potuto prendere visione e avere copia; si tratta di dati che devono essere spiegati e commentati da un tecnico specializzato per comprenderne l’effettiva portata. «Né io, né un cronista locale siamo esperti in materia. – afferma Fusé – Senza un’adeguata e puntuale spiegazione tecnica, come confermato dal tenore degli articoli pubblicati nei giorni scorsi, i dati possono essere solo strumentalizzati rischiando di alimentare le paure delle persone». In tutta questa vicenda, il giornale locale, nonostante sia stata più volte comunicata al cronista, non ha mai voluto scrivere che si è subito intervenuto quando è stato rilevato il problema e che è stato definitivamente risolto fin dallo scorso mese di giugno. «Purtroppo i fatti positivi non fanno notizia mentre è più semplice utilizzare le paure dei genitori e ricorrere a titoli a effetto per vendere, senza preoccuparsi delle conseguenze. – commenta il sindaco – Nessuno ha mai neppure scritto che, pur con tutto quello che ha comportato la vicenda, siamo tra i pochi Comuni in zona, se non l’unico, che ha compiuto un monitoraggio sulle scuole. Resta infine da chiarire chi ha diffuso dei dati riservati senza averne il permesso andando contro ai propri doveri di riservatezza istituzionale. Né il Comune di Mesero, né l’Istituto Comprensivo, che è il titolare delle analisi, l’hanno fatto. L’autore degli articoli sostiene che li ha forniti ARPA, ma la cosa è stata smentita dalla responsabile del servizio da me personalmente contattata. A questo punto chi mente? Chi ha interesse procurare allarmismo tra i genitori dei bambini?».

Il sindaco Filippo Fusè

Risponde Riccardo Sala

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Gentile sig. Sindaco, prendo atto della sua lettera, e le risponderò in poche righe. Inizierò dal fondo della sua missiva. Sono un cronista e il mio dovere è informare, per conto di nessuno ed attraverso i mezzi che mi offre la legge, e questo ho fatto per tutto il periodo della vicenda. Ho semplicemente fornito ai cittadini delle informazioni che avrebbero voluto ottenere, in quanto l’organo preposto, nonostante le varie motivazioni che ho provveduto a confutare nell’articolo di settimana scorsa, non ha mai voluto ottemperare alla sua funzione di trasparenza e onestà col cittadino. Inoltre, giudicando a priori i suoi cittadini come non in grado di comprendere quel tipo di dati. Perchè allora non organizzare un tavolo aperto a tutti, con un tecnico che possa spiegare anche ai profani il significato di quelle cifre? Su una cosa ha ragione però: non ho mai scritto che il problema sia stato risolto. Perchè non lo so. Ho sempre scritto, da aprile, che Lei afferma che sia tutto risolto. Non ho mai visto un dato, un progetto o una relazione tecnica, quindi non posso avere la certezza che lei abbia ragione né che lei abbia torto. Devo, per deontologia professionale, attenermi il più possibile ai fatti e non prendere per vero ogni “ipse dixit” che mi viene rivolto. L’unico dato certo, oggettivo, scientifico, per ora, sono state le analisi di Arpa di aprile. Se vuole convincere me e l’opinione pubblica di questa sua affermazione, lo dimostri con le cifre.

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