Offende i giornalisti usando il giornalino parrocchiale, così non risponde mai alle domande e nega i problemi. Nel 2013 disse dal pulpito: “Non comprate l’Altomilanese, così lo faremo decadere e fallire”. Erano i mesi delle inchieste su Gianna Beretta Molla. Don Giorgio, allora come oggi, ha mostrato il volto più intollerante della chiesa

3 AGOSTO 2016

di Redazione

MESERO (MILANO) – Don Giorgio Fantoni se ne andrà da Mesero. Dopo 6 anni di onorato servizio, a settembre, il parroco lascerà il paese per andare a svolgere il suo ministero a Busto Arsizio. Da un lato il dispiacere per la perdita di un pezzo importante della comunità meserese, dall’altro la consapevolezza che, forse, don Giorgio non era proprio adatto a guidare la parrocchia. Litigi e tensioni con molte della realtà cittadine hanno incrinato la figura di un uomo senz’altro onesto, ma che non ha mai saputo farsi amare davvero dalla comunità.

Il giallo

Non si sa poi se sia stato il don stesso ad andarsene o se sia stata una decisione della Curia di Milano, dopo mesi di litigi e polemiche all’interno della comunità cristiana, non ultimo il caso dell’oratorio e della sua gestione problematica. Così come problematica fu la questione delle famiglie sfrattate dalle case parrocchiali perché morose, benché colpite dalla disoccupazione. Insomma, un pasticcio dietro l’altro. Forse è stata proprio la concatenazione di eventi negativi a far scattare l’allarme in Curia.

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Prete anti-giornalisti

Intanto, prima che fosse reso pubblico l’addio, è arrivato l’ultimo attacco di don Giorno contro la stampa libera. Bersaglio, ancora una volta, il nostro giornale. Prima sul giornalino parrocchiale e poi sul sito internet è stato pubblicato un post, fulgido esempio di intolleranza alla critiche e persino alle domande. “Pseudo-giornalista” e “mistificatore” sono i termini affibbiati a chi fa il proprio mestiere e cerca di capire come si svolgono i fatti. Era già accaduto nel 2013, quando il nostro giornale pubblicò un’inchiesta su santa Gianna Beretta Molla, avanzando dubbi sui miracoli, sul business degli oggetti sacri e chiedendo di visionare i bilancio della Fondazione gestita dai familiari della santa. Don Fantani, nel merito, non entrò mai. Si lanciò però in un’invettiva dal pulpito: “Non comprate quel ‘giornalaccio’, l’Altomilanese. E’ l’unico modo per farlo decadere e fallire”. Quella settimana, a Mesero, esaurimmo le copie.

Il caso oratorio

Intanto, mentre il don che detesta la libertà di stampa fa le valigie, l’oratorio chiude tutti i sabati fino a settembre e i problemi nelle relazioni con i volontari e con le istituzioni proseguono sempre di più verso la deriva. Servirà quindi, al suo successore, un grande sforzo per recuperare la fiducia dei fedeli e dei ragazzi della città e per rimette in piedi una macchina che, nel corso del tempo, si è senza dubbio inceppata, fino a non funzionare più.

Il trasferimento

Ora don Giorgio avrà la possibilità di rincominciare da zero, in un nuovo comune e in una nuova realtà. Qui potrà riflettere sugli errori che ha commesso a Mesero, come il ‘vizio’ di non rispondere alle domande della stampa, dei cittadini e delle istituzioni. Che lo faccia sul sito della parrocchia, sul suo giornalino, sulla stampa locale o anche casa per casa, basta che sia esauriente e non se la prenda per qualche domanda scomoda. Negare i problemi non ha mai aiutato a risolverli. Addio don Giorgio. Le auguriamo buona fortuna per tutto. Ma saremmo ipocriti, se dicessimo che ci mancherà.