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Molestie sessuali nei confronti di una ragazzina di 15 anni, residente a Novara. Con questa motivazione il tribunale ha condannato a 8 mesi di reclusione l’ex messo comunale di Castano Primo, Pasquale Buffardi. Quest’ultimo si trova già in carcere dopo aver subito una condanna per le medesime ragioni l’anno scorso 

di Deborah Ali

CASTANO PRIMO (MILANO) – Molestie sessuali, nuovi guai giudiziari per Pasquale Buffardi. L’ex messo comunale di Castano Primo, ex presidente del movimento politico nazionale ‘Realtà Popolare’, si trova in carcere. E’ accusato di adescamento di minori e pornografia minorile. Ma nei giorni scorsi i giudici lo hanno condannato ad altri 8 mesi per un nuovo episodio ai danni di una studentessa 15enne.

Molestie sessuali

Nei giorni scorsi il tribunale di Novara, a fronte di una richiesta del pubblico ministero pari a 2 anni di carcere, si è mostrato più clemente, dimezzando la pena. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, l’ex dipendente comunale aveva contattato su Instagram, tra le altre ragazze, anche una minorenne residente a Novara. Buffardi, dopo aver utilizzato modi affabili e gentili per guadagnare la sua fiducia, sarebbe passato agli apprezzamenti, via via più pesanti, fino alla richiesta dell’invio di fotografie nude della ragazzina.

La difesa

L’avvocato difensore di Buffardi, Carlo Soldani, aveva chiesto il rito abbreviato e l’assoluzione del suo assistito, sollevando il problema della competenza territoriale: Buffardi è residente a Castano Primo e il tribunale avrebbe dunque dovuto essere quello di Busto Arsizio. Il giudice non ha accolto la tesi della difesa e ha condannato l’ex messo ad altri 8 mesi di carcere per molestie sessuali. Condanna che va a sommarsi a quella di primo grado (4 anni e 4 mesi per adescamento di minorenni). A smascherare il dipendente comunale di Castano Primo era stata la trasmissione ‘Le Iene’ nella primavera del 2021.

1.739 fotografie

Buffardi, all’epoca dell’arresto, era dipendente del comune di Castano Primo, che lo aveva dapprima sospeso e poi licenziato. Le forze dell’ordine avevano trovato 1.739 immagini, 256 video intimi di minorenni, chat e scambio di materiale erotico sui suoi cellulari e sui suoi pc. Attualmente, Buffardi si trova in carcere e starebbe seguendo un percorso terapeutico con i dottori e gli psicologi del penitenziario milanese di San Vittore.  

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