Il 38enne Rocco Mongiardo, arrestato un mese fa per bancarotta fraudolenta, avrebbe denunciato danni alle auto della sua officina: grandinate, furti e atti vandalici fasulli. Coinvolto nell’inchiesta anche un uomo di Santo Stefano Ticino, nel Milanese

22 MARZO 2021

di Ersilio Mattioni e Francesca Ceriani

BAREGGIO-SEDRIANO (MILANO) – Sembrano non finire mai le accuse a carico di Rocco Mongiardo, 38enne di Bareggio, nel Milanese, arrestato un mese fa per bancarotta fraudolenta e considerato soggetto contiguo al clan Musitano.

Le presunte truffe alle assicurazioni

La procura di Milano, infatti, ha svolto anche delle indagini su presunte truffe alle assicurazioni perpetrate da Mongiardo e dal suo braccio destro, R.E., 46 anni, residente a Santo Stefano Ticino. I due, in qualità di titolari della Car & Service Srl, sono accusati di aver simulato atti vandalici e furti alle auto in possesso alla carrozzeria. Mongiardo e R.E. producevano falsa documentazione “al fine di conseguire per sé o per altri l’indennizzo dell’assicurazione“.

Dalla finta gradine all’auto scomparsa

Sostieni la Libera Informazione


Sul nostro giornale on line trovi l’informazione libera e coraggiosa, perché noi non abbiamo padroni e non riceviamo finanziamenti pubblici. Da sempre, viviamo soltanto grazie ai nostri lettori e ai nostri inserzionisti. Noi vi offriamo un’informazione libera e gratuita. Voi, se potete, dateci un piccolo aiuto.

I sinistri denunciati sono molteplici e variegati. Nel 2017, Mongiardo e il suo complice denunciarono danni pari a 2.200 euro per un presunto atto vandalico, ma dalle fotografie prodotte a supporto della tesi non emergevano segni all’auto comparabili con il sinistro denunciato. Sempre nel 2017, stando a quanto dichiarato dal bareggese, si verificò la “rottura accidentale del parabrezza” di una Fiat 500 Abarth; il giorno dopo la vettura era ‘magicamente’ sparita e Mongiardo ne denunciò il furto ai Carabinieri di Bareggio. Poi i danni da grandinata su varie vetture; ma secondo gli inquirenti dalla documentazione fornita dalla coppia di truffatori non si evincono segni riconducibili alla grandine. Sono 15 gli episodi di questo tipo, tutti fasulli, denunciati con il solo scopo di incassare illegittimamente il rimborso dell’assicurazione.

Coinvolta anche una giovane donna

Nella stessa indagine sulle truffe alle assicurazioni (ma estranea alla vicenda Mongiardo) è coinvolta anche una donna di Sedriano: S.V., classe 1985 e titolare di una carrozzeria di Trezzano sul Naviglio. La 36enne avrebbe denunciato finti sinistri per intascare i soldi delle assicurazioni. In questo caso si trattava per lo più di danni causati da grandine o da furti parziali, per un totale presunto di circa 12.500 euro di finti rimborsi richiesti.

I COMMENTI