Si è spento questa mattina, al termine di una lunga malattia, il cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo emerito di Milano. Aveva 83 anni. Fu un sacerdote sempre attento ai bisogni delle persone. Fu lui a istituire il fondo per le povertà. Con lui, oggi, se ne va un pezzo della Chiesa migliore

5 AGOSTO 2017

di Ersilio Mattioni

MILANO – La comunità cristiana di Milano piange la morte di Dionigi Tettamanzi, l’arcivescovo che conquistò la città con i suoi gesti a favore dei più deboli e degli ultimi, gesti spesso criticati da una politica che non riesce a volare sopra la portineria. Il cardinale è morto questa mattina alle 11, dopo tre giorni di agonia. Era ormai privo di coscienza e attaccato alle macchine, che lo tenevano in vita artificialmente. Malato da molti anni e operato varie volte, negli ultimi mesi le sue condizioni si erano aggravate definitivamente. Nato a Renate, in Brianza, il 14 marzo 1934, Tettamanzi aveva 83 anni. Ha celebrato messa e lavorato fino a Natale, quando gli sono mancate le forze e si è reso necessario un ricovero all’ospedale San Raffaele. Durante gli anni da arcivescovo di Milano girò tutta la diocesi: le sue visite pastorali sono rimaste nel cuore dei fedeli, che hanno potuto apprezzare le grandi doti di sensibilità e umanità. Un sacerdote in mezzo alla gente, un buon pastore, un uomo dalle qualità rare. Con lui, oggi, se ne va un pezzo della Chiesa migliore.

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