Un mutuo di 80.000 euro viene aperto nel 2007, per chiuderlo nel 2011 bisogna pagare un residuo da pagare di 73.000 euro, ma l’utente si ritrova a dover versare 30.000 euro in più, cioè 103.000 euro in totale. Perché? Quel mutuo (ma nessuno l’aveva spiegato ai consumatori: clicca (clicca qui per scaricare il documento) è legato al franco svizzero, che nel 2011, per colpa della crisi, è diventato fortissimo e ha surclassato l’euro. Nasce a Vicenza il Movimento anti-Barclays

di Erika Innocenti

ROMA – Mutui in euro indicizzati in franchi svizzeri, questa è la strategia adottata dalla Barclays, una delle più potenti banche al mondo, per attirare i suoi clienti. Dal 1993 al 2011, infatti, il noto istituto bancario inglese stipula 9.978 contratti di mutuo alle famiglie italiane per poter acquistare una casa. In particolare, il periodo in cui sono stati venduti più contratti è quello che va dal 2007 al 2008, ovvero quando il franco svizzero aveva un tasso di cambio al massimo storico. Il che significa che l’euro valeva di più, e quindi veniva proposto alle famiglie, in maggioranza monoreddito e con lavori a contratto precario, come un vero affare.

La strategia della banca: quegli ‘strani’ contratti

Purtroppo però, l’amara sorpresa: essendo il mutuo indicizzato, cioè basato sul valore del franco svizzero, alle famiglie fu concesso un prestito in franchi e non in euro come gli era stato proposto. E qui arriva la beffa, perché i consulenti della Barclays tralasciavano di dire ai propri clienti che ovviamente l’intero mutuo era in franchi. Quindi, le intere rate e l’estinzione del mutuo variava a seconda del valore del cambio euro-franco svizzero: il rischio perciò era elevato. Ma come funziona il pagamento della rata del mutuo contratto con la Barclays? La banca fa pagare al suo contraente il canone mensile più una cifra fissa che va a finire nel fondo di accantonamento. Per anni, i clienti hanno visto i propri debiti con la banca scendere e il loro fondo salire. Ma questo era solo un effetto a breve tempo, perché poi negli anni si è vista la svalutazione dell’euro rispetto al franco. Così, col passare del tempo, è aumentata la rata da corrispondere alla banca e intanto i soldi non sono stati chiesti direttamente al contribuente, ma sono stati scalati dal suo fondo di accantonamento. Non è tutto: chiunque fosse intenzionato a estinguere anticipatamente il mutuo oppure a chiedere una surroga per passare a un’altra banca, si trova di fronte un muro. Visto che il mutuo è in franchi svizzeri, anche l’estinzione del debito cambia seguendo l’andamento della conversione. Il che significa che oggi, con il franco ai minimi storici, il mutuo da estinguere è aumentato.

Le contromisure delle famiglie: nasce il Movimento Nuovi Consumatori

A seguito di questi contratti poco trasparenti è nato il Movimento Nuovi Consumatori di Vicenza, e prossimamente si costituirà pure il ‘Tucofin’, un’associazione di tutela dei consumatori finanziari. Esemplare il caso della vicepresidente del Movimento, Franca Berno: apre un mutuo di 80mila euro nel 2007, vuole chiuderlo nel 2011 con un residuo da pagare di 73mila euro, ma si ritrova a dover pagare 30mila euro in più per l’estinzione anticipata. Deve quindi pagare 103 mila euro. Tutto questo perché il franco nel 2011, per colpa della crisi economica, è diventato più forte dell’euro. Cosa chiede oggi il Movimento di Vicenza alla Barclays? Due aspetti per loro fondamentali. Il primo: che venga cancellato l’articolo 7 dalle clausole del contratto, ovvero la non conversione da euro a franco del capitale. La seconda, che venga restituito a chi ha già chiuso il mutuo, tutte le somme pagate in surplus.

 Dalla Spagna all’Italia: tutte le azioni legali

Quest’anno, l’Ausfin, l’associazione parallela al Movimento che opera in Spagna, è riuscita a vincere la causa contro Barclays. Il giudice infatti ha riconosciuto che la banca inglese conosceva benissimo l’andamento della moneta elvetica, perché si basava sui grafici previsionali stilati dall’agenzia Bloomberg. Barclays perciò sapeva che negli anni il franco svizzero si sarebbe rafforzato. In Italia, l’Arbitro bancario finanziario ha già emesso tre sentenze contro Barclays, dichiarando il famoso articolo 7 del mutuo. Ora, circa 100 famiglie hanno fatto causa all’istituto finanziario inglese per ‘poca trasparenza bancaria’. Tra il Tribunale di Milano e quello di Busto Arsizio sono ancora in corso le ultime udienze. Si aspettano le sentenze di primo grado, per un lasso di tempo che va dall’estate fino alla fine del 2016.

La politica scende in campo

Nel frattempo, anche la politica si è mossa: la senatrice del Movimento 5 Stelle Vilma Moronese ha presentato un’interrogazione parlamentare e Simonetta Rubinato, del Partito Democratico, si sta interessando alla vicenda, e conta di parlare presto con i dirigenti della Barclays. “Ci hanno definito degli ‘speculatori’, cosa che noi non siamo – ci dicono dal Movimento – noi non volevamo di certo giocare in borsa, rovinando intere famiglie coi debiti, ma garantire una casa e un futuro solido ai nostri figli”.

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Il contratto di Barclays, contestato da centinaia di famiglie

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