Santo Stefano Ticino, la storia di Carlo Ferrario, il panettiere-eroe che nascose una famiglia di ebrei

di Francesca Ceriani

SANTO STEFANO TICINO (MILANO) – Nascose una famiglia di ebrei in soffitta: la consigliera comunale e giornalista Sabrina Carrozza racconta la storia di Carlo Ferrario, panettiere-eroe di Santo Stefano Ticino.

Nascose una famiglia di ebrei

“Una sera mi ha scritto Elisa Pianta, una mia amica delle scuole elementari, per raccontarmi una storia della sua famiglia, che non conoscevo. L’ha raccolta dalla mamma Luisella e l’ha trasmessa a suo figlio Riccardo. Il suo bisnonno Carlo, panettiere anche lui (Elisa ha un panificio in paese, ndr), aveva un bunker in giardino. Conosceva questa famiglia di Milano: avevano una ditta, lavoravano pelli ed erano Ebrei”. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Carlo li nascose in soffitta, sopra al negozio. “La sera – continua Carrozza, riportando il racconto di Elisa – quando suonavano le sirene per avvisare che iniziavano i bombardamenti, correvano tutti nel bunker: i bisnonni, la nonna di Elisa, gli Ebrei. Quando i tedeschi hanno capito cosa faceva Carlo, hanno rasato a zero la figlia: non sappiamo perché l’abbiano lasciata coi genitori, ma rasata”. Carlo Ferrario, bisnonno di Elisa Pianta, nato nel 1891 e morto nel 1957, riposa nel cimitero di Santo Stefano Ticino. “Giusto tra gli altri Giusti – sottolinea Carrozza – ma rimasto sconosciuto, come molti. Quella di Elisa, come spiega lei stessa, è una piccola storia a lieto fine, perché quella famiglia ebrea milanese è stata salvata tutta dal bisnonno Carlo. Una piccola storia, che però ha permesso a delle vite di non essere falciate via, di esprimersi e ricordare”. Delle imprese eroiche come quella di Carlo bisognerebbe parlarne di più.