‘Ndrangheta – Arrestato mercante d’arte: riciclava soldi dei clan comprando quadri

Si era specializzato in opere d’arte: comprandole, ripuliva i soldi sporchi del clan di Giuseppe ‘Pepè’ Onorato, anziano boss della ‘ndrangheta. Il mercante di Canegrate, comune dell’hinterland milanese, era stato condannato in via definitiva a 11 anni e 6 mesi di carcere, ma dal 2009 era latitante in Spagna, in un piccolo centro vicino a Barcellona

8 GENNAIO 2017

di Daniele Di Sica e Lorenzo Rotella

CANEGRATE (MILANO) – Il reparto del nucleo ‘Catturandi’ dei Carabinieri di Milano ha arrestato il mercante d’arte e latitante affiliato alla ‘ndrangheta Gianluca Landonio. Nato l’11 marzo del 1956, residente in via Adige 15 a Canegrate, nel Milanese, Landonio è stato catturato dagli uomini del capitano Marco Prosperi in Spagna, a Barcellona, mercoledì 21 dicembre alle 10 di sera, destinatario di una condanna per impiego di capitali e beni di provenienza illecita con l’aggravante del metodo mafioso.

La storia criminale

L’uomo fu indagato nel 2006 nell’ambito dell’operazione ‘Metallica’ della Direzione distrettuale antimafia di Milano, terminata nel 2009. L’indagine mirava a sradicare un sodalizio di stampo ‘ndranghetista capeggiato da Giuseppe Onorato detto ‘Pepè’, anziano boss calabrese capo dell’omonimo clan che comandava su tutta la città di Milano. La cosca è dedita alle estorsioni, all’usura ed è penetrata nel tessuto sociale della Lombardia, del Piemonte e del Veneto, al fine di acquisire attraverso l’intimidazione e la violenza le piccole attività commerciali da riutilizzare poi come ‘lavanderie’ per riciclare i proventi del racket. Ed è proprio in questo contesto mafioso che emerge la figura di Landonio insieme a quella di suo padre Sergio. Il 60enne canegratese – e prima di lui suo padre – è un esperto d’arte. Negli anni si è circondato di periti specializzati nello stimare opere dall’alto valore artistico. Landonio comprava e, in questo modo, reinvestiva i soldi del clan Onorato nell’acquisto di quadri, nello specifico degli autori Schifano, Modigliani, Guttuso e Arlam.

La fuga e la latitanza

Landonio, arrestato nel 2009, fu posto ai domiciliari. A luglio è giunta la condanna definitiva a 11 anni e 6 mesi di carcere. Ma l’esperto d’arte, venuto a conoscenza della sentenza, si è dato alla macchia, rendendosi latitante. L’uomo aveva fatto perdere le sue tracce, tanto che a Canegrate nessuno ricorda più né il suo nome né la sua presenza in paese. Attraverso una complicata attività di geolocalizzazione svolta dagli investigatori, che hanno seguito i movimenti dei familiari di Landonio, si è scoperto che quest’ultimo era latitante in Spagna, per la precisione nella città di Calafel (Barcellona).

L’arresto

Proprio qui, alla stazione di Calafel, Landoni è stato arrestato mercoledì sera. Era in compagnia di altre due persone, la cui posizione giudiziaria è al vaglio della magistratura iberica. Uno dei due soggetti era ‘tracciato’ dai Carabinieri ed era partito dall’aeroporto di Malpensa con l’intento di acquistare un’opera d’arte proprio dal 60enne di Canegrate, un quadro di Modigliani. Landonio ha svariati precedenti penali per truffa, appropriazione indebita e bancarotta fraudolenta. Ora dovrà scontare la pena definitiva di 11 anni e 6 mesi di carcere. Resta da capire (ma per questo ci vorranno 15 giorni) se Landonio sconterà la pena nel carcere di Barcellona oppure se sarà estradato in Italia.