Sfuggito all’arresto nell’inchiesta ‘Area 51’, Ciccio Riitano è latitante da un anno. La sua famiglia lascia Arluno, comune del Milanese, base logistica della droga

28 MAGGIO 2018

di Francesca Ceriani e Alessandro Boldrini

ARLUNO (MILANO) – Le porte e le finestre della villa di via San Francesco d’Assisi nella frazione di Rogorotto sono chiuse da giorni. L’abitazione del ‘boss’, Francesco ‘Ciccio’ Riitano, è vuota e nessuno sa quale sarà il destino dell’immobile. Tutta la famiglia Riitano, infatti, ha deciso di abbandonare anzitempo Arluno, comune del Milanese che dal 2012 era diventata la base operativa del sodalizio mafioso dedito al traffico internazionale di stupefacenti, smantellato nel maggio 2017 dai Carabinieri del Ros nell’ambito dell’inchiesta ‘Area 51’.

La famiglia del ‘boss’

Dove sia finita la famiglia Riitano non si sa; forse hanno abbandonato il paese per fare ritorno nella lontana Calabria. Alcuni beninformati, infatti, affermano che la compagna di Riitano, ritenuto dalla Procura milanese il referente della cosca Gallace di Guardavalle, abbia deciso di tornare nella piccola cittadina in provincia di Catanzaro, accompagnata dai quattro figli, abbandonando di fatto l’immobile-fortino. Anche i figli del ‘boss’ e della compagna, tutti minorenni, per volere della famiglia hanno quindi dovuto dire ‘addio’ ai compagni di scuola arlunesi, prima di essere trasferiti presso i nuovi istituti scolastici calabresi. La casa dove la coppia ha convissuto per anni è vuota, abbandonata al suo destino. E proprio quell’immobile era finito al centro dell’inchiesta ‘Area 51’, che aveva portato all’arresto di 20 persone; avrebbero dovuto essere 21, ma il ‘boss’ a capo dell’intricata rete che aveva come base Arluno, dopo quasi un anno, è ancora latitante.

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Il ‘boss’ latitante da un anno

Le ipotesi su dove possa nascondersi Riitano sono numerose: si pensa alla Germania, vicino a Francoforte, dove il ‘boss’ ha anche un’attività; oppure proprio in Calabria, dove troverebbe numerosi appoggi. Anche la Spagna è tra le ipotesi, visto che la penisola Iberica era uno dei luoghi toccato dal traffico internazionale di stupefacenti gestito da Riitano e dai suoi, così come la Colombia. O magari il ‘boss’ è ancora qui, in provincia di Milano, e magari si nasconde proprio ad Arluno. Di certo c’è che la sua latitanza non è ancora finita e che l’abitazione di via San Francesco a Rogorotto ora è vuota. La casa, intestata ai suoceri di Riitano, era stata posta sotto sequestro preventivo su ordine del Tribunale di Milano nel gennaio 2018: le indagini svolte dal Comando provinciale di Milano e dai Ros di Brescia avevano fatto emergere una disparità tra la dichiarazione dei redditi (il ‘boss’ risultava infatti nullatenente) e la vita agiata condotta dalla famiglia. Se il sequestro diventerà definitivo, l’immobile potrebbe rientrare, dopo una lunga trafila burocratica, nelle disponibilità del Comune.

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