La strada che collega Castano e Nosate al centro delle polemiche. Per il sindaco di Castano Roberto Colombo l’intervento non è tra le priorità, mentre il sindaco di Nosate, Roberto Cattaneo, chiede da tempo di riaprire la strada
CASTANO PRIMO (MILANO) – La via Turbighina rimane uno dei nodi più controversi tra Castano Primo e Nosate. La strada è chiusa al traffico a causa delle condizioni del fondo e della presenza di alberature a rischio e resta impraticabile nella parte principale del tracciato. La chiusura, diventata effettiva alla fine del 2024, ha provocato un aumento del traffico nel centro abitato di Nosate, come già evidenziato dall’amministrazione comunale.
La visione del sindaco Colombo
Il sindaco di Castano Primo, Roberto Colombo, ha ribadito la posizione dell’amministrazione comunale in una recente intervista. Secondo quanto riferito dal primo cittadino, la sistemazione completa della strada comporterebbe un investimento nell’ordine di 1-1,5 milioni di euro e non rientrerebbe tra le priorità dell’amministrazione.
Colombo ha inoltre spiegato che il Comune ha partecipato a un bando regionale, presentando un progetto per la messa in sicurezza della Turbighina. La linea indicata dal sindaco è quindi legata alla possibilità di ottenere finanziamenti sovracomunali: in assenza di risorse esterne, l’amministrazione non intende sostenere direttamente l’intero costo dell’intervento.
Nosate chiede la riapertura
Dall’altra parte, invece, la situazione viene letta in modo diverso. Il sindaco di Nosate, Roberto Cattaneo, ha più volte sottolineato i disagi causati dalla chiusura, in particolare per quanto riguarda il traffico che si riversa nel centro del paese. Già nei mesi successivi alla chiusura, il Comune aveva avviato delle interlocuzioni con Castano Primo e con il Parco del Ticino per trovare delle possibili soluzioni.
“Nei piani iniziali, il provvedimento avrebbe dovuto avere una durata di due o tre mesi, il tempo necessario per apportare piccoli aggiustamenti. Col tempo, però, è emersa la totale assenza di volontà di riaprire la strada“, ha spiegato Cattaneo, ricostruendo così la posizione dell’amministrazione nosatese.
Il progetto elaborato dagli uffici di Nosate
Cattaneo ha inoltre fornito la propria versione dei fatti riguardo all’iter seguito per reperire le risorse necessarie. Secondo il sindaco di Nosate, il progetto inviato in Regione non sarebbe stato predisposto dagli uffici di Castano Primo, ma sarebbe stato “interamente elaborato e fornito dagli uffici di Nosate”.
Il sindaco ha anche ricordato i numerosi confronti avuti negli ultimi mesi per chiedere almeno interventi urgenti e minimi, come la potatura delle piante e la sistemazione delle buche più pericolose. Secondo Cattaneo, tuttavia, queste richieste non sarebbero state sufficienti a ottenere la riapertura della strada.
Una strada divisa tra più Comuni
La questione è resa ancora più complessa dalla suddivisione territoriale della Turbighina. Infatti, una parte della strada interessa più comuni, ma secondo quanto evidenziato dal sindaco di Nosate, circa il 95% del tracciato ricadrebbe nel territorio di Castano Primo.
Ciò significa che la riapertura del solo tratto di competenza di Nosate non sarebbe sufficiente a ripristinare la normale circolazione. Il segmento principale rimarrebbe infatti interdetto e le auto non potrebbero usare la strada per raggiungere Lonate Pozzolo e Malpensa.
Il traffico che attraversa Nosate
Il principale effetto della chiusura è stato il trasferimento di una parte del traffico sulle strade del centro abitato nosatese. Già all’inizio del 2026, Cattaneo aveva parlato di un aumento significativo del traffico, con ripercussioni sulla sicurezza stradale e sull’inquinamento.
Secondo il sindaco, oggi sarebbero circa 150.000 i transiti al mese che si riversano nel centro di Nosate a causa della chiusura della Turbighina. Si tratta di una stima fornita dall’amministrazione comunale, che individua proprio nel traffico uno degli effetti più pesanti della chiusura.






