Cittadini inferociti, in ginocchio anche le aziende della zona industriale. Dopo i disservizi, in molti vogliono chiedere un risarcimento danni e andare in Tribunale

di Redazione

ARCONATE (MILANO) – Operai tranciano cavo dell’elettricità per errore: mezzo paese resta senza connessione Internet. Potrebbe anche finire davanti a un giudice l’incredibile vicenda che ha messo fuori uso le linee telefoniche e i collegamenti a Internet di mezzo paese.

Operai tranciano cavo per errore

Per errore, le scorse settimane gli operai di una ditta subappaltatrice di Enel hanno tranciato un cavo della corrente in via Varese, con conseguenze che definire disastrose è forse un eufemismo. Per giorni, mezzo paese è rimasto senza telefono né collegamento al web, con danni in alcuni casi davvero importanti.

Cittadini inferociti

Sì, perché se usare Internet per guardare Netflix o Amazon Prime non è certamente questione di vita o di morte, diverso è il discorso che riguarda il lavoro. Molti cittadini, infatti, hanno letteralmente bisogno di Internet per lavorare: basti pensare, dalla pandemia in avanti, a quante persone lavorano oggi da casa, in smart-working.

Aziende in crisi

Colpite duramente anche le aziende della zona industriale: gli imprenditori, inferociti, non hanno potuto lavorare nella piena operatività, restando in molti casi ‘congelati’ o ‘paralizzati’ e senza possibilità di collegarsi alla rete.

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Gli interrogativi aperti

Ma è possibile, nel 2023, che possa accadere tutto questo? Che cosa non ha funzionato, nell’intervento che gli operai hanno eseguito in via Varese? I lavori sono stati svolti a regola d’arte?

Si va in Tribunale?

C’è chi giura di aver visto lavorare gli operai “senza alcun tipo di protezione”, con le auto che passano vicino ai dipendenti a bordo strada. Dubbi e domande che, probabilmente, saranno sviscerati nelle aule di un Tribunale: in molti, infatti, hanno intenzione di citare in giudizio l’azienda che ha eseguito i lavori e farsi rimborsare i danni.

Il ruolo del Comune

Anche il Comune, in ogni caso, ha sentito le sue: sebbene i lavori e le autorizzazioni, in questo caso, siano di Città Metropolitana, l’Amministrazione è stata accusata sui social di “non aver fatto abbastanza” per mettere fretta nella risoluzione del guasto.