Busto Garolfo, Marco Binaghi (candidato sindaco del centrodestra) parcheggia camion vela in oratorio: interviene don Giovanni. La difesa: “Mi hanno invitato a entrare”

Propaganda elettorale in oratorio a Busto Garolfo? Incidente diplomatico per il candidato sindaco del centrodestra, Marco Binaghi, che è entrato senza autorizzazione nel cortile dell’oratorio con il suo camion vela. L’intervento di don Giovanni ha rimesso le cose a posto. Il candidato: “Volevo solo salutare due volontari che conosco”

di Ersilio Mattioni

BUSTO GAROLFO (MILANO) – Incidente diplomatico per il candidato sindaco del centrodestra, Marco Binaghi, che è entrato senza permesso in oratorio con il suo camion vela e lo ha parcheggiato nel cortile. Una leggerezza, che in ogni caso configura una violazione alle regole non scritte della propaganda elettorale, le quali impongono di evitare i luoghi di culto.

Camion vela in oratorio

E’ accaduto sabato 25 maggio, quando qualcuno ha notato e fotografato il camion vela del centrodestra all’interno del cortile dell’oratorio, dove erano in corso i preparativi per la festa serale. Un errore? No, perché a bordo c’era Marco Binaghi in persona, il candidato sindaco di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.

“Solo pochi minuti per salutare”

Interpellato da Libera Stampa l’Altomilanese, il candidato sindaco ha così replicato: “Siamo passati semplicemente a salutare alcune persone che conosco molto bene e che mi hanno invitato a entrare (non più di tre-quattro minuti)”. La responsabilità quindi, secondo Binaghi, sarebbe dei ragazzi dell’oratorio, che lo hanno “invitato a entrare”. Versione però smentita dai volontari. “Abbiamo semplicemente scambiato due parole – aggiunge Binaghi – tanto più che nel cortile c’erano solo alcuni volontari per approntare la festa serale”.

L’intervento di don Giovanni

Secondo la versione fornita dai ragazzi dell’oratorio, sarebbe intervenuto il vicario parrocchiale, don Giovanni Patella, invitando il candidato sindaco del centrodestra a portare il camion vela fuori dall’oratorio, proprio perché la propaganda elettorale non è consentita in un luogo di culto. Ma Binaghi smentisce: “Don Giovanni non mi ha detto assolutamente nulla, ci siamo solo salutati”.

Il nuovo caso

Intanto scoppia l’ennesimo caso attorno al centrodestra, che domenica 26 maggio ha di nuovo violato le regole sulla propaganda elettorale con un gazebo in piazza, esibendo le bandiere dell’Europa e della Regione, vessilli istituzionali che non si possono utilizzare nelle manifestazioni di partito durante le campagne elettorale. All’appuntamento era presente anche una consigliera regionale della Lega, Silvia Scurati, la quale evidentemente o non se n’è accorta o non conosce le regole.