L’intossicazione dei cani è accaduta nelle festività natalizie a Ossona, nel Milanese. Lorenzo Croce di Aidaa: “Siamo pronti a istituire una taglia di 500 euro”. Intanto in Italia si verifica un caso ogni 16 minuti.

23 GENNAIO 2021

di Francesco Bagini

OSSONA (MILANO) – Durante le festività natalizie a Ossona, nel Milanese, si è verificato un episodio di avvelenamento di cani. 3 quadrupedi sono stati infatti intossicati a causa di cibo avvelenato, ingerito mentre erano all’aperto.

Si moltiplicano i casi nel Milanese

Nel Milanese sono numerosi i casi di questo tipo. Per tal motivo è intervenuta l’Associazione italiana difesa animali e ambiente-Italiambiente (Aidaa), per bocca del presidente Lorenzo Croce: “Dopo l’ennesimo avvelenamento di cani, avvenuto a Ossona, siamo pronti a istituire una taglia di 500 euro per individuare i responsabili. Sono criminali“.

Un altro episodio a pochi chilometri

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La settimana scorsa, nel comune di Casorezzo, al confine con Ossona, si era registrato un caso simile. Un quadrupede era a passeggio con i propri padroni nel Parco del Roccolo. A un certo punto ha incominciato a barcollare e a stare male. La coppia, accortasi della situazione, ha portato subito l’animale dal veterinario, che gli ha salvato la vita. Il cane aveva ingerito un mix di droghe, sostanze con ogni probabilità nascoste tra i cespugli da qualche spacciatore.

Un avvelenamento ogni 16 minuti

Secondo i dati diffusi da Aidaa, in Italia ogni 16 minuti viene avvelenato un cane. Sono stati quasi 33.000 quelli intossicati nel 2020. Di questi circa il 5% muore a seguito dell’ingestione del veleno. Si tratta per l’80% di cani randagi e del 20% di animali di proprietà spesso vittime dentro il proprio giardino.

Vendette tra vicini di casa

La maggior parte degli episodi che hanno bersagliato i randagi si è verificata in Sicilia, seguita da Sardegna, Calabria e Puglia. In Lazio e Toscana gli avvelenamenti di massa hanno interessato razze inselvatichite e gli ibridi di lupo. Per quanto riguarda invece i cani di ‘proprietà’, il maggior numero di intossicamenti si è registrato in Piemonte, Sicilia e Abruzzo. In questi frangenti gli avvelenamenti sono da ricondurre spesso a motivi di litigio tra i vicini. Oltre 2.000 infine i cani colpiti appartenenti a dei cacciatori. Nel 2020 solo in 32 casi sono stati individuati i responsabili.

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