Vanzaghello, padre e figlio arrestati per truffa: le minacce con una pistola

Padre e figlio minacciano un uomo, si fanno consegnare un anticipo di 20.000 euro per un’auto e poi scappano. Smascherati, dalla indagini emerge una maxi truffa

di Redazione

VANZAGHELLO (MILANO) – L’affare doveva essere una compravendita di 40 automobili ibride, ma in realtà era solo un tentativo di arricchirsi con l’inganno. A svelare il piano criminale di 3 uomini originari dell’Est Europa – due dei quali residenti a Vanzaghello – è stata la Questura di Milano, che ha arrestato i soggetti in questione al termine di una complessa attività di indagine svolta dagli uomini del Commissariato Milano Sempione.

L’acquirente è un egiziano di 36 anni

Tutto nasce a metà del 2022 a Dubai, dove si svolge una strana trattativa da due persone che si accordano per la compravendita di 40 vetture ibride provenienti dall’Italia. L’acquirente egiziano, secondo quanto ricostruito dalle indagini, decide di mandare il nipote di 36 anni a consegnare 20.000 euro in contanti quale anticipo della somma pattuita.

Padre e figlio hanno coinvolto anche un 24enne di Cardano al Campo

I soldi, secondo i patti intercorsi, devono essere consegnati a 3 persone appartenenti allo stesso nucleo familiare: il padre di 47 anni e il figlio di 20 residenti a Vanzaghello e il figliastro di 24 anni di Cardano al Campo. La consegna del denaro è fissata per il 19 ottobre 2022 in piazza Damiano Chiesa a Milano. L’intermediario 36enne, però, viene fatto salire in macchina, “minacciato con una pistola semiautomatica e derubato del denaro” dai 3 malviventi, che poi fuggono a bordo di una vettura diversa da quella con cui si erano recati nel capoluogo milanese, pronta e parcheggiata per la fuga.

Padre e figlio scoperti dalla Polizia di Stato

Un piano studiato nei dettagli e preparato a lungo, che però è stato scoperto e bloccato dalla Polizia di Stato. “Nell’intensa e articolata attività investigativa – spiega la Questura – sono stati analizzati numerosi filmati e tabulati telefonici. E questo nonostante fossero state utilizzate autovetture radiate, telefoni e utenze con nomi fittizi. Alla fine gli agenti sono riusciti a risalire agli autori del crimine e a ricostruire la dinamica”.

Denunciato per favoreggiamento personale un 53enne italiano

Le indagini del Commissariato Sempione, inoltre, hanno consentito di denunciare per favoreggiamento personale un 53enne italiano di Cardano al Campo. Da accertamenti tecnici esperiti sul suo cellulare, l’uomo, avrebbe ricevuto oltre 700 tra telefonate e messaggi nel periodo della rapina. Di questo non ha fornito indicazioni utili agli investigatori. Ancora da capire quale sia il suo effettivo ruolo nel piano architettato dai 3 uomini.