Panama – 800 italiani con società nei paradisi fiscali, Le Pen fra i politici

‘Panama papers’ colpisce vip e politici, anche in Italia. E’ la più grande fuga di notizie della storia: 200.000 società e 11 milioni di documenti – creati dallo studio legale Mossack Fonseca, specializzato nella gestione di conti offshore, con sede a Panama – sono stati scoperti dall’Icij (International Consortium of investigative journalists) grazie a un informatore anonimo all’interno dello studio

5 APRILE 2016

di Francesca Ceriani

PANAMA – Per raccontare questa storia dobbiamo cominciare da conti offshore: sono conti ‘particolari’, che si aprono in banche con sede in Paesi che applicano poche o addirittura zero tasse alle persone fisiche e alle imprese, rispettando totalmente il segreto bancario. Questa sarebbe stata l’attività svolta dallo studio Mossack Fonseca: riciclare denaro facendo confluire i soldi dei clienti importanti nei paradisi fiscali di tutto il globo, consentendo loro di evadere il fisco dei loro paesi di origine.

Le attività illegali

L’obiettivo principale per cui molti imprenditori costituiscono società offshore è la riduzione dell’imposizione fiscale. Ma si capisce bene che aprire conti in Paesi in cui i controlli e gli adempimenti contabili risultano assai scarsi, può comportare anche benefici illeciti, consentendo di nascondere perdite di bilancio, speculazioni e operazioni vietate. E dai documenti filtrati pare proprio che diverse banche e studi legali non avrebbero rispettato quelle regole che consentono di individuare i clienti coinvolti in attività illegali.

I nomi ‘pesanti’

Nessun ambiente è stato risparmiato: i documenti riguardano personaggi della politica, ma anche del mondo dello spettacolo, dell’economia e dello sport. Tra i nomi degli almeno 72 capi o ex capi di Stato coinvolti emergono quelli del presidente russo Vladimir Putin e quello del presidente ucraino Petro Poroshenko, ma anche il premier britannico David Cameron, coinvolto indirettamente a causa del patrimonio del padre ormai defunto e il primo ministro islandese, Sigmundur Davíð Gunnlaugsso. Tra le carte si trovano anche altri nomi importanti: il pallone d’oro Leo Messi, l’attore Jackie Chan, il presidente (sospeso) dell’Uefa Michel Platini e il regista spagnolo Pedro Almodovar. E poi ci sono alcuni stretti collaboratori di Marine Le Pen, il cosiddetto ‘cerchio magico’ del presidente del Front National. Sono sono accusati di aver creato “un sistema offshore sofisticato”. Ma non solo Marine, anche Jean-Marie Le Pen è direttamente coinvolto nello scandalo finanziario. Secondo il quotidiano ‘Le Monde’, una parte del ‘tesoro’ del fondatore del Front National è stata dissimulata attraverso la società offshore ‘Balerton Marketing Limited’, creata nei Caraibi nel 2000. Il ‘tesero’, composto da banconote, lingotti e monete d’oro, è intestato al prestanome Gerald Gerin, ex maggiordomo di Jean-Marie Le Pen e di sua moglie Jany.

Gli italiani

Non mancano alcuni personaggi del Bel Paese; in tutto, quelli coinvolti, sono almeno 800. Tra più importanti quello dell’imprenditore Luca Cordero di Montezemolo, ma anche quello di Marcello Dell’Utri, ex senatore di Forza Italia ora in carcere per concorso esterno in associazione mafiosa. Tra le carte ricorrono anche i nomi di due grandi istituti bancari italiani: Ubi Banca e Unicredit, nonostante i portavoce di entrambi neghino qualsiasi coinvolgimento nella vicenda. Altro nome sul quale si sta ancora indagando è quello dell’ex socio di Dell’Utri, Giuseppe Donaldo Nicosia, imprenditore della pubblicità televisiva, latitante dal 2014, quando fu ordinato il suo arresto per truffa e bancarotta fraudolenta.

La risposta di Panana

Lo studio legale Mossack Fonseca ovviamente afferma di aver sempre rispettato i protocolli internazionali e di essersi sempre accertato che le società offshore create non venissero usate per evadere il fisco, finanziare il terrorismo, riciclaggio o altre attività illecite. Probabilmente ci vorranno anni prima che tutta questa complicata vicenda possa giungere a una conclusione, ma questi documenti stanno gettando un’ombra di sospetto sui patrimoni finanziari di alcune tra le personalità più influenti e importanti al mondo che difficilmente verrà dimenticata. E le indiscrezioni sono appena cominciate.

(Aggiornato in redazione martedì 5 aprile 2016 alle ore 12.00)