Panama papers – Parabiago, tra i nomi l’imprenditore Jossa Fasano

Magnate dell’elettronica, imprenditore di successo. C’è anche lui, Arturo Jossa Fasano, tra gli 800 italiani con conti o società off shore nei paradisi fiscali. Lo rivela l’elenco pubblicato da ‘L’Espresso’

8 APRILE 2016

di Lorenzo Rotella

PARABIAGO (MILANO) – Anche la ‘Città della Calzatura’ finisce nell’occhio del ciclone ‘Panama papers’. L’inchiesta giornalistica, svolta dall’Espresso per il contesto italiano, riguarda lo studio legale Mossack e Fonseca di Panama, una tra le più grandi ‘fabbriche’ al mondo di società offshore (ossia di proprietà ‘estere’ in paesi dove si pagano tasse molto basse, o a volte non si pagano affatto). Tra gli 11,5 milioni di documenti emersi nella più grande fuga di notizie finanziare della storia, spunta anche il nome di un imprenditore lombardo che visse a Parabigo: Arturo Jossa Fasano.

Identikit dell’imprenditore
Arturo Jossa Fasano, un magnate dell’elettronica, ha avuto modo di farsi strada nel mondo dell’imprenditoria nel corso degli anni. Stando a una rassegna stampa di ‘BMGroup’ del 10 settembre 2013, l’uomo aveva fondato ed era stato amministratore delegato della ‘M.C Elettrici S.P.A’, società nata nel 1999, e presidente del sito di Rozzano fino al 2008. Questa impresa contava 160 negozi di piccole e medie dimensione in Italia e circa 110 filiali associate, per un giro d’affari che si aggirava sui 350 milioni di euro all’anno. Terminata questa esperienza, il manager è divenuto uno dei soci di ‘4box Srl’, “un’azienda che ha sede a Milano e che progetta e produce una linea di prese elettriche a scomparsa brevettate per installazione civile”. Tale società dispone anche di uno show room in corso Garibaldi al civico 86, il quale mostra un campionario di interruttori all’avanguardia e con un design innovativo, il tutto radunato sotto il nome di ‘Vitrum‘. Jossa Fasano, a capo di questa azienda, ha presentato le ultime novità del settore con un ampio stand al Made Expo 2015.

Il caso ‘Capo Bianco’ all’isola d’Elba
La bellissima spiaggia nel versante di Portoferraio, nell’isola d’Elba, suscitò nel 2009 l’interesse dell’imprenditore parabiaghese. Ne rimase così colpito che decise di comprare un’area verde di 6 mila metri quadrati che si affaccia sul mare, con annessi 54 metri quadri di una batteria della seconda guerra mondiale. La base d’asta era stata fissata a 110 mila euro e le offerte per quel lotto di terreno arrivavano da tutta Italia, sia da privati cittadini che da aziende importanti. Jossa Fasano vinse l’asta con un rilancio fino di 327 mila euro. Nessun desiderio speculativo. In una dichiarazione rilasciava a ‘Il Tirreno’ il 14 dicembre 2009, l’imprenditore spiegava così il motivo del suo acquisto: “Sono un ambientalista, rispetto il mare e la natura. Non c’è alcuna volontà di speculazione da parte mia. Quel terreno l’ho comprato per me, ci farò quello che gli strumenti urbanistici mi consentiranno di fare. Se a disposizione ci sono 54 metri quadri (ovvero quelli della batteria, ndr), utilizzerò soltanto questi”. E infatti, ancora oggi, quell’area è come nel 2009: nulla è stato costruito.

Il nome finito in ‘Panama papers’
Il nome di Arturo Jossa Fasano è finito nell’inchiesta giornalistica ‘Panama papers’ assieme a quello di altri 16 cittadini lombardi, per un totale di 100 nominativi italiani (tanti sono quelli resi noti finora, mentre in totale i nomi dei connazionali sono 800). Compare come ‘magnate dell’elettronica’ e ‘imprenditore di Milano’, visse Parabiago negli anni ’90. E per questo è necessario sottolineare una cosa: comparire nella ‘lista’ non equivale a ricevere una condanna o finire indagati. Se aprire una società offshore non è reato, lo diventa quando essa viene usata per evitare il pagamento delle tasse, o per far transitare al suo interno capitali di provenienza illecita e, dunque, riciclare denaro. Le informazioni devono dunque essere verificate: solo in quel caso Jossa Fasano si troverà a dover chiarire l’utilizzo delle sue proprietà estere.

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