Inchiesta – Il ‘cimitero delle automobili’ e l’ombra delle bande criminali

Allarme a Parabiago, nel Milanese, dove nel 2016 venti mezzi sono andati distrutti o sono spariti. Incendi dolosi, furti e incidenti. Tanti, troppi. Tanto che qualcuno ha ribattezzato la ‘città della calzatura’ con l’inquietante appellativo di ‘cimitero delle automobili’. L’ombra di una banda criminale, che prima ruba le auto e poi, dopo il colpo, le distrugge e le brucia

6 MARZO 2017

di Lorenzo Rotella

PARABIAGO (MILANO) – Tre vetture, un furgone di grossa cilindrata e un escavatore dati in pasto alle fiamme; una Mercedes distrutta in un recente incidente stradale; i resti di una macchina riesumati in una boscaglia di periferia; una quindicina di automobili rubate o danneggiate nei pressi della zona industriale. Questo è il bilancio di un anno drammatico per Parabiago, cittadina dell’hinterland milanese.

Il ‘cimitero delle automobili’

Senza contare le ulteriori segnalazioni che potrebbero esserci state, la ‘città della calzatura’ si ritrova nel giro di un anno i resti e le lamiere di circa venti mezzi di vari modelli e cilindrata. E siccome di episodi eclatanti ce ne sono stati diversi, qualcuno ha già ribattezzato Parabiago come ‘il cimitero delle automobili’. Analizzando i singoli casi, si possono riscontrare alcuni dati interessanti.

Incendi dolosi

Uno fra tutti riguarda gli episodi d’incendio doloso. Ripercorrendo il 2016 in ordine cronologico, troviamo un escavatore nella zona residenziale di Villastanza e un furgone e una macchina abbandonati nella boscaglia di Villapia tra venerdì 19 e domenica 21 febbraio. Oppure la Smart incendiata a San Lorenzo, a pochi passi dalla piazza, nella notte tra venerdì 29 e sabato 30 aprile. Venerdì 21 ottobre, invece, un Bmw è stato data alle fiamme nella piazzetta adiacente al campo da rugby di Ravello. Infine, una Polo lasciata bruciare davanti all’ex Its Artea di San Lorenzo, a cavallo tra il vecchio e il nuovo anni. La storia di questi cinque mezzi di trasporto è ancora avvolta nel mistero. Ma tra le varie ipotesi che sono state fatte, non sono da escludere quelle relative a messaggi intimidatori nei confronti dei proprietari delle vetture, o riguardanti bande di criminali che rubano un mezzo per fare qualche colpo e, terminata l’azione, lo bruciano in un posto isolato, come nel caso del furgone.

Furti e incidenti

Insomma, Parabiago brucia. Ma non solo. Sono notevoli e molteplici anche gli episodi di furto e vandalismo nei confronti di automobili parcheggiate nei pressi dell’ampia zona industriale vicino a viale Lombardia. Stando alle testimonianze degli operai e dei lavoratori, solo nel 2016 sono state come minimo una quindicina le macchine che hanno subito una sgradevole visita da parte di malintenzionati e malfattori. Specchietti rotti, autoradio sottratte, parabrezza in frantumi e vetture rubate. Inoltre, se a ciò aggiungiamo anche dei terribili incidenti stradali, come quello avvenuto tra San Lorenzo e San Vittore Olona la notte di sabato 7 gennaio, si capisce come mai Parabiago pare essere diventata il ‘cimitero delle automobili’.