La Lega vuole il potenziamento della ferrovia a Parabiago, nel Milanese. Il consigliere ‘padano’ Raimondi rischia così di ritrovarsi i treni nel giardino di casa.

21 GENNAIO 2021

di Lorenzo Rotella

PARABIAGO (MILANO) – Tra il 2022 e il 2025 sono previsti i lavori per il quadruplicamento della ferrovia tra Rho e Parabiago, nel Milanese: due binari per i diretti e gli Eurocity, altri due per le tratte locali. Si tratta del famoso ‘Raccordo Y’: 8 chilometri di tratta che valgono 827,7 milioni di euro di spesa complessiva.

Via libera, ma…

Il via libera è arrivato il 29 novembre 2019 da Roma, con l’ok del Consiglio superiore dei Lavori pubblici. La costruzione dell’opera, fortemente sostenuta dalle giunte leghiste (sia quella di Regione Lombardia sia quella di Parabiago) provoca però danni a causa degli espropri di abitazioni e strutture dei cittadini in prossimità della ferrovia.

Un giardino distrutto nel nome dei binari

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Nella Città della Calzatura la sorte ha colpito con sottile ironia, perché il giardino del consigliere comunale leghista Bruno Miguel Raimondi sarà distrutto nel nome del terzo e quarto binario. L’abitazione del politico si trova in via Torricelli Evangelista. Oltre a lui, risultano proprietari della dimora anche i suoi 2 fratelli, che a ‘Libera Stampa l’Altomilanese‘ hanno preferito non parlare. Stessa posizione del consigliere comunale, che interpellato sulla questione ha dichiarato: “Non sono interessato all’intervista“. Un silenzio comprensibile, se consideriamo che a promuovere politicamente l’esproprio per la ferrovia sia un governo del Carroccio (in città e in Regione).

Il consigliere Bruno Miguel Raimondi

La finestra sulla ferrovia

A parlare per la famiglia Raimondi è Dalia Sartirana, portavoce del ‘Comitato di Coordinamento Rho-Parabiago’, che combatte contro il progetto del finanziamento per il terzo e quarto binario dal 2009. A proposito della casa del politico, spiega: “Sarà espropriata una parte del giardino e sarà modificata la viabilità sia per quell’abitazione sia per l’intera via. Nello specifico caso di Raimondi, oltre al pezzo verde, scomparirà lo spazio che separa la casa dalla ferrovia“. I treni sfrecceranno insomma attaccati alle mura, passando sopra il giardino.

35 famiglie sfrattate

Bruno Miguel Raimondi non è però il solo a subire questo intervento. Sartirana, dati alla mano, spiega: “I soggetti nelle liste degli espropri per gli 8 chilometri di ferrovia sono 354. Le strutture intere demolite saranno circa 170. Di queste, 35 sono case. Parliamo di 35 famiglie costrette a lasciare un’abitazione dove hanno sempre vissuto o a cui sono legati, senza ovviamente sapere dove andare a vivere. Invitiamo tutti a presentare osservazioni a ItalFer entro l’11 febbraio, scrivendo anche a [email protected]: le faremo avere al ministero. Noi continueremo a lottare per impedire questo ennesimo e duro colpo ai cittadini“.

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