Vivono in italia da 12 anni, con tutti i documenti in regola. Lei è disoccupata, lui fa il muratore: si vestono alla caritas

Circolano voci sullo stabilimento dell’ex Its Artea, dismesso da anni. Si parla di abusivi e clandestini che abitano quel fatiscente edificio. Ogni tanto le forze dell’ordine effettuano uno sgombero dell’area, ma puntualmente gli sfollati ritornano. La gente teme per la propria sicurezza, perché crede che quello sia un covo di malfattori, un punto di ritrovo per i delinquenti dopo un furto o una rapina. Insomma, uno spettro s’aggira per la struttura. Noi, quel fantasma, lo abbiamo incontrato. È una donna rumena, e ha una storia da raccontare. “Vivo qui con mio marito e il suocero, da circa tre anni. Ogni tanto ci cacciano, l’ultima volta risale a quest’estate.” Lo sgombero cui lei si riferisce è quello di maggio, un’operazione svolta dalla polizia di Parabiago. Era presente anche l’attuale sindaco Raffaele Cucchi. “Siamo in Italia da dodici anni – continua la donna – e abbiamo tutti i documenti in regola. Io persi il lavoro tempo fa, mio marito fa il muratore occasionale. Quel poco che guadagniamo lo suddividiamo: una parte per sopravvivere, una parte da mandare giù ai nostri figli. Ci hanno detto che se noi li portiamo su, loro ce li portano via. Ma anche volendo, come vivrebbero qui?” La zona è desolata e abbandonata a se stessa, proprio come quelle persone. Intanto, il racconto prosegue.

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