Parabiago, figuraccia epica di Cucchi e Scalvini: 50 emendamenti con l’intelligenza artificiale. E si fanno pure sgamare

L’ex sindaco Cucchi e l’ex assessore Scalvini (entrambi leghisti) scatenano l’ostruzionismo dopo la batosta elettorale. Negli atti protocollati restano le istruzioni di Chatgbt: che figuraccia

di Redazione

PARABIAGO (MILANO) – Una cinquantina di emendamenti presentati in consiglio comunale con l’obiettivo evidente di rallentare i lavori della nuova maggioranza. Ma con una figuraccia difficilmente dimenticabile: negli atti protocollati da Raffaele Cucchi e Diego Scalvini, entrambi della Lega, sono rimaste perfino le istruzioni dell’intelligenza artificiale utilizzata per predisporli. Frasi come «Ti propongo di scrivere così» e «Ti consiglio questo emendamento», finite nero su bianco nei documenti depositati in Comune.

Dalla sconfitta alle barricate

Il contesto politico rende il caso ancora più clamoroso. Cucchi è stato sindaco di Parabiago per dieci anni, mentre Scalvini è stato assessore: entrambi ora siedono all’opposizione. Ed entrambi fanno parte di quella Lega e di quel centrodestra che hanno governato Parabiago per trent’anni consecutivi e che alle elezioni comunali di giugno 2026 hanno subito una sconfitta durissima.

A vincere è stato il civico Giacomo Sartori, eletto sindaco al primo turno con circa il 60% dei voti. Un risultato che ha mandato all’opposizione una classe politica abituata da decenni a stare al governo della città, facendo spesso i padroni. Eppure, a poche settimane dal voto, la sensazione è che una parte del centrodestra non abbia ancora metabolizzato il risultato. Quasi come se a Palazzo comunale fossero arrivati degli usurpatori. Ma nessuno ha usurpato nulla: sono stati gli elettori di Parabiago a mandarli a casa, perché con i loro metodi avevano stancato un po’ tutti.

Cinquanta emendamenti per bloccare il Consiglio

Nella seduta di giovedì 23 luglio, Cucchi e Scalvini hanno presentato circa 50 emendamenti. Una mole enorme, tale da trasformare il confronto politico in una maratona e da configurare un’operazione di ostruzionismo in piena regola. Fin qui, per quanto politicamente discutibile, siamo dentro gli strumenti messi a disposizione dell’opposizione. Il problema è che l’operazione si è trasformata in un boomerang.

Per predisporre gli emendamenti è stata utilizzata l’intelligenza artificiale, e nei documenti protocollati sono rimaste perfino alcune delle frasi con cui chatgbt suggeriva come formulare le modifiche. Segno che i testi non sono stati nemmeno riletti con sufficiente attenzione prima di essere depositati ufficialmente.

Ostruzionismo sì, ma almeno rileggerli

Ed è qui che la vicenda assume contorni quasi grotteschi. L’ex sindaco e l’ex assessore vogliono sommergere il Consiglio di emendamenti, ma per prepararli si affidano all’intelligenza artificiale e finiscono pure per farsi sgamare, lasciando negli atti le tracce del procedimento. Non è l’utilizzo dell’intelligenza artificiale, di per sé, a rappresentare il problema. Il punto è la superficialità con cui quei documenti sembrano essere stati confezionati e depositati.

Dopo trent’anni di governo e una batosta elettorale clamorosa, Cucchi, Scalvini e la Lega parabiaghese sembrano non avere ancora accettato fino in fondo che il Comune non era “cosa loro” e che Sartori non è un usurpatore: è il sindaco scelto dagli elettori. E così, il tentativo di mettere in difficoltà la nuova maggioranza con 50 emendamenti si è trasformato in una figuraccia politica epocale, davvero difficile da cancellare.