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Cade da 6 metri al primo giorno di lavoro (senza contratto) a Bernate Ticino e resta paralizzato a vita: operaio di Boffalora chiede 1,1 milioni di risarcimento. L’imprenditore patteggia 2 anni di carcere, il responsabile della sicurezza andrà a processo: entrambi vivono a Magenta

di Francesco Colombo

BERNATE-BOFFALORA-MAGENTA (MILANO) – Imprenditore edile fa un favore a un amico disoccupato e lo chiama a lavorare con lui. Al primo giorno in cantiere a Bernate Ticino, però, l’uomo cade da un lucernario sul tetto e, dopo un volo di 6 metri, resta paralizzato a vita. Un favore che si trasforma in tragedia e anche in una vicenda di cronaca giudiziaria che vede protagoniste 3 persone a Bernate Ticino, Boffalora e Magenta.

Il lavoratore paralizzato a vita

Il lavoratore ferito, A.T., è un 51enne residente a Boffalora Sopra Ticino. Rappresentato dall’avvocato Marco Rosafio, purtroppo è costretto da 3 anni in sedia a rotelle: i medici gli hanno comunicato che, dopo la terribile caduta, non potrà più camminare: resterà paralizzato a vita.

L’imprenditore patteggia 2 anni di carcere

L’amico-datore di lavoro, D.K., difeso dagli avvocati Claudia Invernizzi e Alessandro Maltarolo, ha appena patteggiato davanti al giudice 2 anni per lesioni colpose gravissime e aggravate: è un 42enne di Magenta e nella stessa città ha sede anche la sua impresa edile.

Il responsabile della sicurezza a processo

Alla sbarra con l’imprenditore – e con lo stesso capo di imputazione – si trova G.M: un geometra di 67 anni, assistito dall’avvocato Edoardo Melli, che lavora in uno studio professionale a Magenta, città nella quale risiede. Per la Procura, in qualità di coordinatore della sicurezza, non avrebbe segnalato al datore di lavoro l’assenza di un adeguato piano operativo di sicurezza in cantiere.

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L’incidente

I fatti, accaduti in un capannone in via del Lavoro a Bernate Ticino, risalgono al 26 luglio 2019. L’imprenditore e il suo amico, al lavoro senza regolare contratto, stanno rimuovendo delle lastre di eternit dal tetto del fabbricato. Il 51enne, senza alcuna esperienza in cantiere, non si accorge del pericolo e, camminando sopra un lucernario in plexiglass non calpestabile, precipita al suolo.

La corsa in ospedale

Il suo datore di lavoro lo carica in macchina, in violazione delle norme di assistenza medica di emergenza, e lo porta al pronto soccorso dell’ospedale ‘Fornaroli’ di Magenta. La prognosi è terribile: lesione midollare completa, con perdita della funzionalità degli arti inferiori.

Le indagini

Dopo l’ispezione di Ats, il Pubblico ministero di Milano, Maria Letizia Mocciaro, indaga l’imprenditore edile e il coordinatore della sicurezza per lesioni colpose gravissime e aggravate dal fatto di aver agito in violazione delle norme antinfortunistiche: a vario titolo, non avrebbero fornito al lavoratore gli adeguati dispositivi di protezione individuale, né vigilato sul rispetto delle norme di sicurezza.

L’iter giudiziario

Dopo un decreto di citazione diretta a giudizio, il processo si apre a maggio 2021. Il 42enne datore di lavoro patteggia 24 mesi di reclusione con la sospensione della pena davanti al giudice Fabio Processo, mentre il geometra 67 enne decide di farsi processare con il rito ordinario del dibattimento (prima udienza prevista tra gennaio e febbraio 2023).

Il risarcimento danni

La vera partita, però, si gioca sul risarcimento dei danni. L’operaio 51enne si è costituito parte civile nel procedimento penale e ha chiesto, tramite il suo legale, 1,1 milioni di euro. Una somma molto alta, che non è nelle disponibilità degli imputati: è per questo che l’avvocato Rosafio ha citato in giudizio l’assicurazione dell’impresa edile, ora chiamata a rispondere dei danni patrimoniali e non patrimoniali, morali e materiali, diretti e indiretti patiti dallo sfortunato operaio di Bernate Ticino, rovinato a vita dalla tragica caduta.