Pesanti maltrattamenti alla casa di cura ‘Villa Varzi’ di Galliate, nel Novarese: arrestato Roberto Guidi, 48enne di Buscate (provincia di Milano), è stato incastrato dai filmati delle telecamere nascoste. Coinvolte altre 3 colleghe: le famiglie delle vittime ora chiedono giustizia

21 SETTEMBRE 2017

di Francesco Colombo

BUSCATE (MILANO) – Maltrattamenti su disabili a Villa Varzi, struttura assistenziale a Galliate (nel novarese): chiesto il rinvio a giudizio per quattro operatori socio-sanitari. Tra di loro c’è anche Roberto Sante Guidi, 48enne di Buscate. Il caso risale al 16 novembre 2015, quando i Carabinieri di Galliate arrestano, su ordinanza del Gip Federica Profumieri, il 48enne buscatese e altre due colleghe di 59 e 61 anni per maltrattamenti aggravati e percosse nei confronti di alcuni pazienti della struttura.

I filmati delle telecamere

A ‘incastrare’ i responsabili sarebbero i filmati delle micro-telecamere di videosorveglianza installate dai militari all’interno della struttura su autorizzazione della Procura di Novara, dopo le denunce anonime di alcuni ex dipendenti della Villa. Le telecamere filmano spintoni, calci, umiliazioni, lanci di oggetti e maltrattamenti da parte degli operatori. Le immagini documentano aggressioni fisiche e umiliazioni, commesse ripetutamente nella stessa giornata e in più giorni della settimana. Si tratterebbe, secondo l’accusa, di veri e propri atti vessatori: schiaffi al volto, anche con l’utilizzo di ciabatte e telecomandi, percosse, calci e spinte alle sedie a rotelle.

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Il primo arresto

Guidi, peraltro, era già stato arrestato la sera del 20 ottobre 2015 in flagranza di reato per poi essere subito rilasciato, in quanto inizialmente gli veniva contestato un solo caso di percosse, ritenuto non abituale. Le telecamere nascoste, invece, hanno poi rivelato tutta la verità, scattando una fotografia drammatica su quella che era la vita all’interno della residenza per disabili.

Il Giudice: “Spregio verso i disabili”

Tanto che il Gip, nell’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari di novembre 2015, non aveva usato giri di parole: “La pervicacia dimostrata nell’approcciarsi in modo violento agli ospiti della struttura, per poi tornare alla propria postazione a guardare la tv o il cellulare, è indice di assenza di considerazione, e anzi di spregio, per quella che è la parte costitutiva del lavoro scelto, ovvero prestare assistenza a persone disabili”.

Il Pm chiede il rinvio a giudizio

Le indagini ora sono terminate e il Pubblico Ministero, Marco Grandolfo, ha chiesto il rinvio a giudizio per il buscatese Roberto Guidi e le colleghe Betty Amalia Tello, Amalia Di Staula e Rita Viceconti di Novara. Dagli approfondimenti suppletivi richiesti dal Gip Angela Nutini, è emerso che le vittime dei presunti maltrattamenti sarebbero complessivamente 5, tutte con gravi problemi psichici: a subire il trattamento peggiore sarebbe stato un 50enne autistico. La prossima udienza è prevista per il 30 gennaio: i 4 ‘oss’ rischiano dunque il processo, e i famigliari di 4 delle 5 vittime si sono costituiti parte civile nel procedimento. Se le accuse verranno confermate dalla sentenza del giudice, chiederanno un risarcimento danni per i maltrattamenti subiti dai loro parenti.

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