Un ricordo di Pietro Bocca, il cardiologo con la passione per la politica

La scomparsa del dottor Pietro Augusto Bocca riaccende nella memoria tanti ricordi: la professione, la politica e quelle nottate davanti al camino

di Ersilio Mattioni

ARCONATE (MILANO) – Tutti lo chiamavano “il dottore”, ma Pietro Augusto Bocca era molto di più. Medico, certamente. E di primissimo ordine. Fu dottore di famiglia nel suo ambulatorio di Arconate e fu primario alla Mater Domini di Castellanza. Era un cardiologo, molto stimato perché molto bravo. A lui si sono rivolti, nel corso degli anni, pazienti da varie parti dell’Italia e persino dall’estero. Ha salvato tante vite, scoprendo e curando patologie al cuore che altri medici, prima di lui, non avevano visto.

La passione per la politica

Il suo lavoro era anche la sua passione. Ma non era l’unica. Oltre alla medicina, c’era quella per la politica. E qui si apre un capitolo ricco di colpi di scena. Uno spaccato di impegno civile e di coraggiosa militanza (fuori dai partiti) che merita di essere raccontato. Era il crepuscolo degli Anni ’70 e Arconate, un po’ come tutti i comuni del territorio, era amministrato dalla Democrazia Cristiana, con comunisti e socialisti all’opposizione. Nulla di nuovo, nulla di emozionante.

Bocca e la terza via

Bocca – assieme a un gruppo di amici che, come lui, amavano la politica – fonda un movimento. Si chiama ‘Gol’, acronimo di ‘Gruppo di opinione laica’. La Dc intuisce che quel nuovo soggetto politico può darle fastidio e offre a Bocca un posto in lista. Lui accetta e viene eletto in consiglio comunale con una valanga di preferenze. Ma non si iscrive mai al partito, restando un battitore libero e facendo da pungolo a una maggioranza che traballa.

Il candidato sindaco Pietro Bocca nel 2014

L’adesione alla Lega

Non era la sua casa, quella Dc malconcia e opaca. Bocca – da autentico liberale – capisce con largo anticipo che la classe politica al governo è decotta. E visto che non se ne vuole andare a casa, decide di dare il suo contributo. Sul finire degli Anni ’80 si iscrive alla Lega, destando un certo scandalo e molto stupore. Lui, un dottore e un uomo colto, in un partito che all’epoca era considerato la feccia del sistema politico. “Ci davano dei barbari, dei beceri. In realtà, il sistema politico era marcio e infatti scoppiò ‘Tangentopoli’. La storia ci diede ragione”, dirà molti anni dopo.

L’occasione

Liberale, autonomista e federalista, Bocca vive con freddezza la svolta della Lega di Matteo Salvini, che sembra dimenticare il Nord per la crociata (anche nel Sud) contro i migranti. Nel 2014, una sera, il dottore si presenta all’assemblea convocata dal senatore Mario Mantovani, dopo 14 anni dalla sua prima elezione a sindaco. Ad Arconate si vota e proprio per questo il senatore indice un incontro pubblico.

Una scelta coraggiosa

Bocca prende la parola e polemizza. Lo fa, al solito, con tono pacato ma fermo. “Si è speso molto in questi anni. I conti del Comune sono a posto?”. E ancora: “Sento nostalgia del periodico ‘Ciac’, dove parlavano tutti. Ad Arconate ormai si sente una sola voce”. A Mantovani non è mai piaciuto essere criticato. La prende male, risponde per le rime e va anche un po’ oltre. Bocca abbozza. Ma, uscito da quell’assemblea, prende una decisione: si candiderà sindaco alla guida di una lista civica.

Il terzo polo

Nasce NuovArconate. Il tempo è poco, le elezioni sono troppo vicine. Ma la lista Bocca fa comunque un discreto risultato: il 12%. Soprattutto però ottiene un altro effetto: sottrae voti alla lista del senatore Mantovani, che clamorosamente perde le elezioni. Tra il nuovo sindaco Andrea Colombo e il dottor Bocca c’è stima reciproca. Maggioranza e opposizione possono collaborare, fino al punto di allearsi?

La strategia

Qui emerge il lato più politico del dottore. Capisce che Arconate, in quella delicata fase di cambio di poteri, ha bisogno di una mano. Il rinnovamento c’è, ma è ancora fragile. Va aiutato, va spinto. E va protetto da chi vorrebbe una veloce restaurazione. Così NuovArconate si allea con la maggioranza di Cambiamo Arconate e 5 anni dopo Bocca non presenta più la sua lista. Fa un passo avanti. Con un’intervista esclusiva al nostro giornale, annuncia il suo sostegno a Cambiamo Arconate al nuovo candidato sindaco, Sergio Calloni. Il resto è storia.

pietro bocca sergio calloni
Pietro Bocca con il sindaco di Arconate, Sergio Calloni

Gli incontri

Di Bocca, chi scrive, ha molti ricordi. Il dottore era un nostro fedele lettore e quando un articolo non gli piaceva, alzava il telefono per dirmelo oppure mi scriveva. Ma gli incontri più belli sono stati a casa sua, davanti a un meraviglioso camino. Nel 2014 per suggellare il patto NuovArconate-Cambiamo Arconate e molti anni prima per il gusto di una chiacchierata sulla politica, su Arconate, sul mondo.

Davanti al camino: un ricordo personale

Era il 1996. Avevo poco più di vent’anni, con me c’erano gli amici di Rinascita Arconatese. Parlammo tutta la notte. Noi, giovanissimi, avevamo fondato un movimento per candidarci alle elezioni comunali. Il dottore disse che gli ricordava il suo “Gol”. Dopo un po’ mise sul tavolo una bottiglia prestigiosa di whisky invecchiato, non ne ho più bevuti di così buoni. “Questo non lo offro quasi mai, lo centellino. Mi raccomando”. Così disse. Tornammo a casa alle tre notte e di quella bottiglia era rimasto pochissimo. Bocca, con il suo sorriso sarcastico, ce lo rinfacciò per anni. Addio dottore, addio Pietro. Non ci dimenticheremo di te. Fai buon viaggio.