Protocollata in municipio la mozione di sfiducia contro il sindaco Maria Teresa Perletti (Lega) di Cuggiono, nel Milanese. Il commento dei ‘dem’: “Incapace di gestire una squadra”. Si va verso il commissariamento: l’ipotesi del voto a giugno

18 GENNAIO 2020

di Alessandro Boldrini

CUGGIONO (MILANO) – È stata depositata questa mattina, sabato 18 gennaio 2020, la mozione di sfiducia contro il sindaco leghista di Cuggiono (nel Milanese), Maria Teresa Perletti. La conferma ufficiale arriva direttamente dal gruppo di opposizione di Cuggiono Democratica, che insieme ai rappresentati della civica Agorà e del gruppo dissidente Prima Cuggiono e Castelletto ha firmato il testo della mozione. Si arriva così all’epilogo di una lunghissima crisi di giunta innescata dal licenziamento del vicesindaco Cristian Vener subito dopo lo stop forzato ai lavori in largo Fratelli Borghi (per approfondimenti si rimanda all’articolo sul numero attualmente in edicola).

Il commento dei dem

“Le nostre motivazioni nel presentare la mozione di sfiducia – spiega Cuggiono Democratica in una nota – risiedono nell’assoluta incapacità da parte del sindaco di saper condurre una squadra, nel non aver un progetto compiuto per il paese, nel non saper cogliere le opportunità date dalle sinergie con i paesi confinanti. Nel non saper programmare opere avendo peraltro a disposizione le necessarie risorse, nel ritardare opere e interventi utili e indispensabili ai cuggionesi senza una plausibile giustificazione, nell’aver rifiutato ingenti finanziamenti regionali per la mobilità ciclabile, per non saper dialogare con i cittadini e le associazioni e tanto altro ancora. Incapacità e inadempienza non imputabili solo al sindaco. La mancanza di idee e di prospettiva per il nostro paese è da imputare a tutta l’amministrazione che non ha saputo utilizzare risorse per investimenti sul presente e futuro di Cuggiono, e tuttora sta sprecando risorse importanti. (…) Come abbiamo già avuto modo di dire in consiglio comunale, questa amministrazione – concludono i dem – non sta facendo avanzare il nostro paese progettando il futuro, anzi sta facendo regredire Cuggiono riportandolo in anni che credevamo superati. Per questi motivi abbiamo ritenuto di condividere e firmare la mozione di sfiducia, che se approvata in consiglio comunale, porrà fine a questa sciagurata esperienza dell’amministrazione Perletti.

Cosa succede ora?

A questo punto non resta che attendere la convocazione di una seduta di Consiglio da parte del sindaco, che dovrà tenersi entro i prossimi 30 giorni. Per essere approvata la mozione ha bisogno del voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri, attualmente composta dal fronte dei dissidenti di centrodestra (l’ex vicesindaco Vener, l’ex assessore Giuliana Soldadino e il consigliere Carlotta Mastelli) e dai consiglieri di minoranza (Giovanni Cucchetti, Paolo Costa e Serena Longoni per CD e Paolo Sassi per Agorà). In caso di approvazione, infine, il parlamentino cuggionese verrebbe sciolto e verrebbe nominato un commissario prefettizio con il compito di traghettare il paese verso nuove elezioni occupandosi soltanto dell’ordinaria amministrazione.

Gli scenari

Nuova tornata elettorale che – secondo le normative vigenti – potrebbe già essere indetta per il prossimo mese di giugno, rischiando però di rivelarsi un’arma a doppio taglio per i gruppi che hanno firmato la mozione, a causa dei tempi ristretti per un’eventuale composizione delle liste. Nel remoto caso in cui la mozione non dovesse passare, infine, l’amministrazione Perletti andrebbe avanti con una giunta dimezzata (con due posti vacanti poiché attualmente composta solo dal vicesindaco Luigi Tresoldi e dall’assessore esterno Giuliano Ottolini oltre al primo cittadino) e senza una maggioranza stabile, rischiando comunque di cadere in caso di mancata approvazione del bilancio.