POLITICA – Nuova lista di centrosinistra sbarra la strada al bis del sindaco Pd

A Dairago, nel Milanese, si vota tra 10 mesi e le cose si mettono male per l’attuale sindaco Paola Rolfi (Pd). I dissidi interni al partito hanno portato alla fuoriuscita dell’ex segretario dem Pino Verrini, che oggi annuncia: “Alle elezioni in campo una lista di centrosinistra”

6 AGOSTO 2020

di Redazione

DAIRAGO (MILANO) – Tra 10 mesi si vota e l’attuale sindaco di Dairago, Paola Rolfi (Pd), vorrebbe tentare il bis. Ma due ostacoli le sbarrano la strada: il centrodestra unito e una lista di sinistra.

Il centrodestra unito

A Dairago il centrodestra non si è mai presentato unito, forse per l’eccessiva rivalità tra Federico Dal Cin (leader della Lega) e Massimiliano Rampazzo (area Forza Italia). Ora però tale rivalità sembra appianata e nel 2021 potrebbe presentarsi un’unica lista.

L’ex segretario Pd

Ma a impensierire il sindaco Rolfi c’è soprattutto l’iniziativa dell’ex segretario Pd, Pino Verrini, il quale è intenzionato a mettere in campo una nuovo lista civica di centrosinistra, alternativa tanto alle destre di Dal Cino e Rampazzo quanto all’attuale giunta.

L’ex segretario Pd Pino Verrini (a sinistra) e il sindaco Paola Rolfi

“Nessuna vendetta”

Verrini smentisce che la sua possa essere declassata a un’iniziativa “di vendetta” per i noti dissapori con il sindaco Rolfi e la sua giunta. Anzi precisa: “Si sta lavorando per presentare una lista di centrosinistra per cambiare veramente le politiche amministrative di Dairago, rilanciando la partecipazione e l’inclusione”.

Il programma

Partecipazione e inclusione sono i cavalli di battaglia di Verrini, questioni decisive sulle quali si è consumato lo strappo con Rolfi e i suoi assessori, poco inclini al confronto. Altri punti qualificanti del nuovo soggetto politico di centrosinistra sono “le questioni sociali, i temi della scuola, il ruolo delle donne, degli anziani e del volontariato e, soprattutto, il coinvolgimento dei giovani e le problematiche ambientali”.

Politica e passione

Verrini – militante comunista, poi Pds e Ds, infine Pd – non ha preso questa decisione a cuor leggero. Per lui la politica è soprattutto passione civile e in questi anni è stato costretto ad abbozzare di fronte a una giunta che, a suo dire, ha preteso di amministrare senza rendere conto a nessuno.