Bruciano in provincia di Milano le sconfitte ‘in casa’ a Legnano, Lecco e pure Gemonio, il paese di Umberto Bossi. Le Comunali 2020 rivelano limiti e difficoltà della Lega, non sempre imputabili al ‘capitano’ Salvini

11 OTTOBRE 2020

di Francesco Bagini

MILANO – La settimana appena conclusa ha messo fine alla tormentata tornata elettorale delle Amministrative 2020. Prevista in primavera, il Covid-19 ha invece costretto i candidati sindaco a posticipare comizi e volantinaggi tra agosto e settembre, sempre ad almeno 1 metro di distanza dagli elettori.

La mappa lombarda

In Lombardia sono stati eletti 84 sindaci. Per 6 di questi è stato necessario attendere il ballottaggio del 4-5 ottobre. Sono stati 2 i capoluogo di provincia in cui si è votato (Lecco e Mantova) e 9 i Comuni della provincia di Milano: Baranzate, Bollate, Cologno Monzese, Corsico, Cuggiono, Legnano, Parabiago, Segrate e Vittuone. Cosa è emerso dalle urne? Il primo partito d’Italia, la Lega, non è stato il primo nel Milanese.

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7 a 2: provincia ‘rossa’

Ormai il lessico calcistico è diventato parte di quello politico. Ci adeguiamo: nella provincia milanese, o meglio, Città Metropolitana di Milano, il centrosinistra ha battuto il centrodestra 7 a 2. A Baranzate, Bollate, Corsico, Cuggiono, Legnano, Segrate e Vittuone hanno infatti vinto sindaci iscritti al Partito Democratico o civici provenienti da quell’area. A Cologno Monzese e Parabiago, viceversa, l’ha spuntata il centrodestra.

Legnano. Il nuovo sindaco Lorenzo Radice (Pd) portato in trionfo dai suoi supporters

Le 5 riconferme ‘bipartisan’

I sindaci di centrosinistra del Milanese riconfermati per il secondo mandato sono stati: Luca Elia (Baranzate), Francesco Vassallo (Bollate) e Paolo Micheli (Segrate). Anche entrambi i primi cittadini vincenti di centrodestra, Angelo Rocchi di Cologno Monzese e Raffaele Cucchi di Parabiago, hanno già un quinquennio alle loro spalle.

Le 4 bocciature: tutte di centrodestra

Cambi di casacca invece si sono registrati in 4 comuni: Corsico, dove Stefano Ventura (Cdx) prende il posto di Filippo Errante (Cdx); Cuggiono, dove Giovanni Cucchetti (Csx) sostituisce Maria Teresa Perletti (Cdx); Vittuone, dove Laura Bonfadini (Csx) succede a Stefano Zancanaro (Cdx); Legnano, che vede Lorenzo Radice (Csx) prendersi la poltrona che fu di Gianbattista Fratus (Cdx). Quest’ultimo passaggio di consegne rappresenta la ciliegina sulla torta per il centrosinistra. La città del Carroccio dal 1993 a oggi solo una volta aveva avuto un sindaco ‘rosso’.

Legnano. L’ex sindaco leghista Gianbattista Fratus, condannato agli arresti domiciliari nel 2019

Colpa di Salvini? Il caso Legnano

Un dato locale può vidimare un trend nazionale? Non è detto. Per esempio, a Legnano parlare di deblace di Matteo Salvini è fuorviante. Infatti lo scorso anno il sindaco leghista, Gianbattista Fratus, si è ‘scavato la fossa’ da solo: il 16 maggio 2019 si è dimesso perché posto agli arresti domiciliari per una presunta corruzione elettorale e il 20 aprile 2020 lo stesso Fratus, il suo vice e l’assessore ai Lavori pubblici erano stati tutti condannati. Alla vigilia delle elezioni la compagine leghista ha così subito defezioni e rimaneggiamenti, tanto da essere una delle liste più giovani. Inoltre il sentimento anti Fratus ha coagulato attorno al centrosinistra le forze decisive per il ballottaggio, vinto con il 54,07%. Al primo turno la Lega era il secondo partito, alle spalle del Pd, con 4.044 voti (15,54%). Anche nel 2017 si piazzò in scia ai ‘dem’, ma con 954 voti in più.

Capoluoghi e ‘big match’ all’insegna delle riconferme, ma Saronno…

I 2 capoluogo di provincia Mantova e, dopo il ballottaggio, Lecco hanno confermato le giunte uscenti, entrambe di centrosinistra. Poi ci sono state altre ‘partite di cartello’, per tornare allo slang ‘pallonaro’. Qui non si sono registrate grosse novità: tra i comuni lombardi sopra i 15.000 abitanti resta al centrosinistra Somma Lombardo (VA), mentre il centrodestra conserva Voghera (PV), Vigevano (PV), Viadana (MN), Rovato (BS) e Lonato del Garda (BS). C’è però Saronno: Augusto Airoldi al ballottaggio è riuscito a strappare il feudo varesotto al centrodestra.

Saronno. Il neo sindaco Augusto Airoldi in mezzo a Beppe Sala e Nicola Zingaretti

Centrodestra spuntato, anche a Gemonio

A questo punto si delinea un dato piuttosto evidente circa le amministrative 2020: chi riesce a scalzare dalla poltrona principale l’avversario, almeno nei grandi centri della Lombardia e, in particolare, in tutta la provincia di Milano, è solo il centrosinistra. E nei piccoli comuni come Gemonio? Il paese di Umberto Bossi è rimasto nelle mani di una lista civica, vicina al centrosinistra. Dopo il KO di Legnano, piove davvero sul bagnato per i seguaci del senatùr.

Immigrati, Yes Man e corsa al Mezzogiorno

In base a questa ‘fotografia’, la Lega sul territorio non è certo una corazzata, seppur rimanga il primo partito italiano. Forse perché a livello locale, lontano dalle coste del Mediterraneo, il cavallo di battaglia della ‘lotta all’immigrazione’ perde la sua forza persuasiva. Oppure l’avanzata leghista verso il Meridione ha trascurato la cura della ‘retroguardia’. O, ancora, il repentino balzo dal 4% al 30% è stato possibile solo grazie a Yes Man funzionali all’apparato, ma privi di doti amministrative.

Né democristiani né nazionalisti

Del resto, che ai ‘padani’ stia sfuggendo di mano qualcosa lo suggerisce la nascita di alcuni movimenti come ‘Grande Nord’ (un nome che contiene già un programma, che fu della Lega) o la ‘Buona Destra’ (partito antisovranista e antipopulista). Soggetti messi in piedi da chi, forse, nato localista, non intende morire né democristiano né nazionalista. Oppure Salvini può dormire sonni tranquilli: trattasi di inciampi inevitabili, effetti collaterali di un partito in ascesa (almeno fino a pochi mesi fa).

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