Politica – Lettera Ue, Castelli smentisce Tria: era quella pubblicata dalla stampa

Il viceministro all’Economia Laura Castelli (M5S) smentisce il ministro Giovanni Tria sulla risposta a Bruxelles: “Nella bozza che ho letto c’era il taglio al welfare, bene che Conte riveda la lettera”

31 MAGGIO 2019

di Alessandro Boldrini

ROMA – Si infittisce ulteriormente il mistero nato attorno alla lettera di risposta dell’Italia alle richieste di revisione dei conti avanzate dall’Unione Europea. Una prima bozza della missiva, sottoscritta dal ministro all’Economia Giovanni Tria, era stata diffusa nelle scorse ore dalle principali agenzie di stampa. La risposta a Bruxelles scongiurava un aumento dell’Iva, ipotizzando però tagli alla spesa pubblica, alla Sanità e alle misure della Quota 100 e del Reddito di cittadinanza. Bozza prontamente smentita dal Mef che, in una nota, ha precisato: “Tali contenuti non corrispondono alla realtà. Come si potrà constatare quando si prenderà visione della lettera che sarà firmata dal ministro Tria e inviata a Bruxelles”.

Il viceministro Castelli: “Sorpresa dalle parole di Tria”

Ma ecco che in serata l’intricata vicenda si è arricchita di un nuovo capitolo. Sulla questione (dopo il vicepremier Luigi Di Maio, che aveva scongiurato l’ipotesi di un ritorno al “governo Monti” e alle “politiche lacrime e sangue”) è intervenuto il viceministro Laura Castelli (M5S), che ha di fatto smentito le dichiarazioni del titolare del dicastero di via Venti Settembre. “Mi sorprende la smentita del ministro Tria – dichiara Castelli – sulla versione della lettera pubblicata dagli organi di informazione. Nel pomeriggio anche io ho visto una bozza della lettera che girava con quei contenuti e purtroppo quel passaggio sul taglio al welfare c’era ancora. Come sempre sono disponibile a supportare il ministro per rivederne il contenuto. Mi rincuora, nel rispetto dell’azione e della volontà del Governo, che il presidente Conte, prendendone visione, abbia deciso di correggere alcuni aspetti per noi irricevibili, come il taglio alla spesa sociale”.