Povertà, aumentano le richieste d’aiuto

Povertà: a Magenta e nel territorio sono in aumento le famiglie in difficoltà

di Francesca Ceriani

MAGENTA (MILANO) – Povertà, aumentano le famiglie in difficoltà a Magenta e nei dintorni. A dirlo sono i dati forniti da Gabriella Cellamare, presidente dell’associazione San Vincenzo – Conferenza San Martino.

Povertà: richieste in aumento

“Il 2022 è stato un anno importante. Da giugno 280 famiglie si sono rivolte a noi per i vestiti, per la biancheria da camera e da bagno. Sono davvero tante”, commenta. Per il punto bimbi, invece, nel solo mese di gennaio sono arrivate 40 famiglie. In generale, sono sempre di più le famiglie che si rivolgono all’associazione per avere un aiuto. “Dopo la pandemia, lo scorso anno abbiamo gestito un flusso importante di famiglie che scappavano dalla guerra in Ucraina, composte da mamme con figli. Nell’ultimo periodo stiamo vedendo arrivare tante persone che non erano mai venute da noi, famiglie mai viste. Sono nuclei che vivono con un solo stipendio e che ora, con il caro bollette e con l’inflazione, si trovano in difficoltà. Ci chiedono una mano non solo con i pacchi alimentari, ma anche per condividere le bollette o per le rette della mensa scolastica”.

Soprattutto italiani

“Assistiamo a un aumento di richieste di circa il 10%, tutte da parte di italiani, che vivono a Magenta e nei Comuni del territorio”. I volontari della San Vincenzo studiano ogni caso con cura, recandosi presso delle abitazioni delle famiglie che chiedono aiuto, valutando l’Isee e capendo quali sono i bisogni reali. “Se prima l’80% circa delle richieste arrivava da famiglie straniere – continua Cellamare – ora siamo a un 50-50: la metà, infatti, sono avanzate da nuclei italiani. Abbiamo una sessantina di famiglie ‘fisse’ che aiutiamo, una decina circa sono quelle ucraine e poi gestiamo anche alcune emergenze che ci vengono rappresentate dalla Parrocchia. Quello che preoccupa è che si rivolge a noi una fascia di famiglie che non avremmo mai immaginato potessero aver bisogno. Si tratta soprattutto di persone che hanno perso il lavoro e ora vivono con un solo stipendio in casa. Noi collaboriamo molto con le altre associazioni e con il Comune. Proprio nei giorni scorsi abbiamo incontrato le assistenti sociali per discutere di nuovi progetti da far partire”.