Dalla corruzione alla mafia, passando per molestie sessuali, truffe e droga: ecco cosa succederà al tribunale di Milano

25 GENNAIO 2016

di Ersilio Mattioni, Francesco Colombo e Erika Innocenti

ALTOMILANESE – Sono 14 i fronti giudiziari aperti che riguardano personaggi e situazione dell’Altomilanese. Vi proponiamo una panoramica generale sul 2016: l’anno della verità. I nostri cronisti, come sempre, seguiranno tutte le udienze di tutti i processi al tribunale di Milano.

ARCONATE – Agli arresti per corruzione, concussione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio dal 13 ottobre scorso (prima nel carcere di San Vittore e ora nella sua villa di Arconate), l’ex vicepresidente della Lombardia, Mario Mantovani, aspetta che il Pubblico ministero dell’inchiesta denominata ‘Entourage’, Giovanni Polizzi, formuli la richiesta di rinvio a giudizio, attesa in questi giorni. Dopodiché sarà il Giudice per l’udienza preliminare a decidere se il politico-imprenditore (ex senatore ed ex sindaco di Arconate) dovrà subire il processo o sarà invece prosciolto dalle accuse. Mantovani ha dichiarato di aspettarsi il proscioglimento, nonostante i gravi indizi di colpevolezza raccolti dalla Procura di Milano. L’udienza davanti al Gup si terrà con ogni probabilità a marzo 2016: se sarà disposto il rinvio a giudizio, il processo potrebbe cominciare prima dell’estate. Intanto i magistrati hanno aperto un altro filone di indagine su Mantovani, secondo la Procura a capo di una fitta rete di società e cooperative (da lui controllate attraverso prestanome), i cui bilanci sono allo studio della Guardia di finanza, che il giorno dell’arresto ha eseguito perquisizioni a raffica proprio negli uffici di società e Onlus.

BAREGGIO – Francesco ‘Ciccio’ Musitano, esponente di spicco della famiglia mafiosa di Bareggio, è stato arrestato il 13 luglio 2015, insieme ad altre 7 persone, con accuse che, a vario genere, vanno dal traffico di droga all’intestazione fittizia di beni. A oggi l’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia è ancora in corso e potrebbe avere sviluppi clamorosi.

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BAREGGIO – Dopo la sentenza del Tar, che ha deciso di affidare la causa a un arbitrato esterno, proseguirà anche nel 2016 l’annosa vicenda che vede la società della cava Bergamina contro il comune. Il cavatore non ha infatti accettato una serie di regole proposte dalla giunta, che dal canto non torna indietro.

BUSTO GAROLFO – La Procura di Busto Arsizio ha chiesto il rinvio a giudizio per il comandante dei vigili di Busto Garolfo, Antonello Grassi, denunciato dall’ex assessore Patrizia D’Elia per ingiuria e minacce. Al comandante Grassi è stata notificata solo una generica elezione di domicilio. Il caso è nelle mani del Giudice di pace, che dovrà ora decidere se mandare Grassi a processo oppure proscioglierlo. In ogni caso la Procura ha ritenuto insussistenti gli elementi per procedere per minacce, limitando la propria azione all’ingiuria. Ma di recente il reato di ingiuria è stato depenalizzato dal parlamento. Il comandante Grassi, al massimo, rischia una multa.

CASTANO PRIMO – Ha lasciato strascichi il raduno nazionale di CasaPound, organizzato tra le polemiche a Castano Primo il 12 settembre 2015. Dopo il caos delle autorizzazioni e a festa terminata, la giunta Pd ha sporto una formale denuncia in Procura a Milano contro le presunte minacce dei militanti e i presunti danneggiamenti alla tensostruttura comunale: le indagini sono ancora in corso.

CORBETTA – Il 4 febbraio 2016 il tribunale di Milano pronuncerà la sentenza di primo grado per il consigliere di Forza Italia Andrea Balzarotti, accusato di aver violato l’articolo 167 del decreto privacy per il trattamento illecito di dati personali. Nello specifico, Balzarotti ha pubblicato su un sito pornografico delle fotografie di un gruppo di sue ex compagne del liceo Salvatore Quasimodo di Magenta. Lunedì 11 gennaio l’ultima udienza prima della sentenza, durante la quale l’avvocato del giovane politico (27 anni) ha preteso e ottenuto che l’udienza si svolgesse a porte chiuse. Balzarotti si è presentato al processo accompagnato da mamma e papà.

CUGGIONO – L’ex capo dell’ufficio tecnico del Comune di Cuggiono, Laura Tronca, ha deciso di intentare un procedimento civile contro l’Amministrazione comunale dopo il ridimensionamento delle sue mansioni deciso dalla giunta. Tronca rivuole il suo vecchio posto di lavoro: saranno quindi i giudici a stabilire chi ha ragione e chi ha torto. Ancora sconosciuta la parcella degli avvocati assunti dal sindaco Pd, Flavio Polloni.

INVERUNO – Il 12 gennaio la Suprema Corte di Cassazione ha condannato Mimmo Cutrì – il 33enne inverunese protagonista della celebre evasione davanti al Tribunale di Gallarate – a 26 anni di reclusione per l’omicidio di un giovane polacco di Trecate avvenuto nel 2006. Cutrì era stato condannato all’ergastolo in primo e secondo grado. La Cassazione ha annullato nell’aprile 2014 la condanna, disponendo un nuovo processo. Nell’appello-bis Cutrì è stato condannato a 26 anni: la decisione è stata confermata 2 giorni fa dalla Cassazione. Secondo l’avvocato Francesca Cramis, che difende il 33ennw, Cutrì uscirà dal carcere con permessi premio già fra 5 anni. Un’ipotesi che appare ottimistica ai più.

MAGENTA – L’accusa per i vertici dell’azienda magentina Novaceta è pesante: bancarotta fraudolenta, perché “concorrevano a cagionare la crisi della società attraverso operazioni di depauperamento del patrimonio”. Manager che si erano opposti alla richiesta dei 400 lavoratori di costituirsi parte civile, richiesta invece accolta dai giudici. Il 2016 sarà l’anno decisivo per conoscere la verità giudiziaria, mentre si specula sull’area dismessa.

MAGENTA – All’inizio di febbraio 2015, la Guardia di finanza sequestra i documenti del commercialista di Magenta Alfredo D’Argenio. Qualche cliente aveva segnalato irregolarità nei conti. A oggi le indagini sono ancora in corso.

SEDRIANO – Nell’ottobre 2012 finì agli arresti domiciliari per corruzione nell’ambito dell’inchiesta sui rapporti fra la politica lombarda e la ‘ndrangheta. Per l’ex sindaco di Sedriano, Alfredo Celeste (come per altri 10 imputati), sta arrivando l’ora della verità. La Procura di Milano chiede per lui una condanna a 3 anni e 6 mesi, la sentenza di primo grado è attesa per marzo 2016. Il politico berlusconiano è sospettato di aver favorito gli interessi della cosca Di Grillo-Mancuso, pur senza essere a conoscenza che l’intermediario del clan, il ‘boss’ Eugenio Costantino, fosse un esponente della criminalità organizzata. Celeste, rimasto sindaco anche da indagato avendo sempre rifiutato di dimettersi, si è reso responsabile pure dello scioglimento di Sedriano per mafia, primo e finora unico caso in Lombardia. La tenacia (e la testardaggine) dell’ex primo cittadino ha provocato la morte del centrodestra, che alle elezioni dello scorso novembre è crollato al 5 per cento, restando fuori dal consiglio comunale per la prima volta dal 1994. A vincere le elezioni è stato il Movimento 5 Stelle. E così Sedriano ha stabilito un altro record: è di nuovo il primo caso in Lombardia, stavolta per via del sindaco ‘grillino’.

TURBIGO – Amianto alla centrale termoelettrica di Turbigo: al via il processo d’appello contro 4 tra ex dirigenti della Centrale termoelettrica ed ex dirigenti Enel. il processo di primo grado si era concluso a febbraio 2015 con l’assoluzione di tutti gli imputati per non aver commesso il fatto: erano accusati di omicidio colposo in relazione alla morte di 8 operai per aver respirato polveri di amianto. La Procura di Milano ha presentato ricorso in appello a luglio e nel 2016 partirà il nuovo processo.

VANZAGHELLO-DAIRAGO – Inizierà a metà marzo 2016 il processo d’appello per il maestro di musica Davide Scazzosi, residente a Dairago. In primo grado Scazzosi era stato condannato dal Tribunale di Busto Arsizio a 8 anni e 7 mesi di carcere per molestie su minori. Secondo i giudici Scazzosi avrebbe molestato durante le lezioni 8 giovanissime da 10 ai 14 anni dal 2005 al 2013. Ma la difesa non si dà per vinta e annuncia sorprese per il nuovo processo a Milano.

VANZAGHELLO – La difesa dell’ex economa comunale ha annunciato di voler ricorrere in appello: la donna era stata condannata in primo grado a 2 anni e 11 mesi per aver sottratto alle casse municipali 197.000 euro tramite falsi mandati di pagamento. Il Comune si è costituito parte civile. La donna ha finora restituito solo 7.000 euro. Pare sia rimasta al verde.

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