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Un palazzetto dello sport da 2,5 milioni, 750.000 euro per asfaltare le strade e altri 500.000 per sistemare una colonia elioterapica. Il tutto a 3 mesi dalle elezioni comunali. Con un dettaglio che stona: i soldi non ci sono e le opere, se i fondi arriveranno, partiranno nel 2018

24 FEBBRAIO 2016

di Ersilio Mattioni

TURBIGO (MILANO) – Un palazzetto dello sport da 2,5 milioni di euro, 750.000 euro di asfaltature e 500.000 euro per la colonia elioterapica. Sono queste solo alcune delle opere inserite nel bilancio di previsione 2016 – 2018. Il sindaco Christian Garavaglia (ex Alleanza Nazionale, poi passato armi e bagagli con i ‘berluscones’ dell’ex vicepresidente della Lombardia Mario Mantovani, agli arresti dal 13 ottobre 2015 per corruzione e concussione) sembra avere le idee chiare, soprattutto ora che mancano 3 mesi alle elezioni, che lo vedranno ancora candidato: “Adesso che ci sono le risorse, è dovere di un’amministrazione destinarle a progetti”.

Signor sindaco, ma i soldi?

Già, le risorse. Ma da dove arriva questa pioggia di denaro? Dalla risoluzione del contenzioso con la Centrale Termoelettrica ex Enel, oggi Edipower, riguardo al pagamento dell’Ici, che permetterà al piccolo comune del Milanese di incassare ben 5,2 milioni di euro, in modo dilazionato. Permetterà, dunque. E l’uso del tempo futuro non è certo casuale, giacché questo fiume di soldi non esiste. Esisterà, forse, un po’ alla volta e nei prossimi anni.

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Vendere sogni (o fustini?)

Ma l’importante è promettere per un sindaco in estrema difficoltà, che in 5 anni ha realizzato poco o niente e che vuole tentare il bis con un centrodestra al collasso, con la Lega Nord che vuole correre da sola e con un ex sindaco (Laura Mira Bonomi, pure lei di centrodestra, conosciuta e stimata) che potrebbe scendere in campo con una sua lista e rompere le uove nel paniere all’attuale primo cittadino. Il quale, per uscire dall’impasse, si improvvisa prestigiatore e illusionista. Basterà vendere sogni (o fustini) per conservare la poltrona?