Malvaglio, minacciò un uomo con la pistola al ristorante: pochi giorni dopo la stessa arma uccise un 23enne a Turbigo

L’episodio risale a pochi giorni prima dell’omicidio di Emanuel Rroku, ucciso a Turbigo il 16 settembre 2022: secondo Francesco Bellusci, Rigels Gjinaj estrasse la pistola in un ristorante: fu lui a disarmarlo

di Ersilio Mattioni

MALVAGLIO (MILANO) – Una lite tra due uomini, una pistola estratta davanti ai clienti del ristorante, l’arma puntata in faccia a un uomo e poi l’intervento di Francesco Bellusci, che manda fuori le figlie, si avvicina a Rigels Gjinaj e riesce a disarmarlo. È l’episodio raccontato dal collaboratore di giustizia durante l’udienza del 23 settembre 2026 del processo Hydra, a Milano. Il ristorante è del tutto estraneo alla vicenda: il locale è semplicemente il luogo in cui, secondo il racconto di Bellusci, si sarebbe verificato l’episodio. Le dichiarazioni del collaboratore, naturalmente, dovranno essere sottoposte ai necessari riscontri investigativi e processuali. Il fatto sarebbe avvenuto pochi giorni prima del 16 settembre 2022, quando quella stessa pistola, secondo la ricostruzione resa in aula, sarebbe stata utilizzata per uccidere a Turbigo il 23enne Emanuel Rroku.

La pistola puntata in faccia al ristorante

Bellusci ha raccontato l’episodio spiegando in aula come avesse fatto, dopo l’omicidio, a riconoscere l’arma nelle fotografie pubblicate dai giornali. «Beh, l’ho vista sui giornali quando l’hanno pubblicata, ma me la ricordavo perché qualche sera prima di questo omicidio, al ristorante, io ero lì a cena con le mie figlie», ha riferito il collaboratore.

Quella sera anche Gjinaj si trovava nel locale di Malvaglio, frazione di Robecchetto con Induno. «A un certo punto questo Rigels, che era anche lui lì nel locale, stava litigando animatamente con un altro albanese e ha estratto la pistola per minacciarlo e gliela ha puntata in faccia», ha proseguito Bellusci. La situazione, quindi, avrebbe rischiato di degenerare davanti agli altri clienti. Bellusci stava lasciando il ristorante insieme alle figlie quando, sempre secondo il suo racconto, il proprietario gli avrebbe chiesto di intervenire, sapendo che conosceva Gjinaj. «Il proprietario del ristorante mi ha chiesto una mano, insomma, per l’incolumità dei clienti e per far cessare questa situazione», ha spiegato.

Bellusci manda fuori le figlie e disarma Rigels

A quel punto Bellusci avrebbe fatto uscire le figlie, mandandole ad aspettare in macchina, per poi tornare verso Gjinaj. Nessuna colluttazione, secondo la versione resa in aula: il collaboratore avrebbe cercato di calmarlo, rivolgendogli una frase semplice, «Ma cosa stai facendo?», e sarebbe riuscito a togliergli la pistola dalle mani, facendo rientrare l’emergenza. Un dettaglio che rende ancora più impressionante quanto sarebbe accaduto soltanto pochi giorni dopo. Bellusci sostiene infatti che quella pistola fosse proprio l’arma che avrebbe poi riconosciuto dopo l’omicidio di Emanuel Rroku.

Pochi giorni dopo l’omicidio di Emanuel Rroku

Il 16 settembre 2022, a Turbigo, Emanuel Rroku venne ucciso a 23 anni da un colpo di pistola. Per quell’omicidio è stato condannato Rigels Gjinaj. Nel corso della stessa deposizione Bellusci ha ricostruito anche il contesto precedente al delitto, sostenendo che Gjinaj fosse una persona vicina all’ambiente della locale di ’ndrangheta di Legnano-Lonate Pozzolo. Secondo Bellusci, a spiegargli il ruolo di Gjinaj sarebbe stato Giacomo Cristello. Il collaboratore ha riferito che Rigels era «uno dei nostri», una persona che, sempre secondo il suo racconto, sarebbe stata a disposizione della locale e che poteva essere chiamata in caso di necessità.

La sera del delitto a Turbigo

Bellusci ha poi ricostruito ciò che sarebbe accaduto la sera dell’omicidio. Prima di raggiungere Turbigo, Gjinaj sarebbe passato dal bar di Cristello a Buscate e, secondo il collaboratore, era già armato. A un certo punto avrebbe ricevuto una telefonata relativa a una lite in corso a Turbigo, durante una festa di compleanno. Bellusci ha raccontato che un uomo italiano conosciuto come Giovanni, detto “Katanga”, stava litigando con la moglie e le avrebbe messo le mani addosso. Alcuni giovani albanesi presenti sarebbero intervenuti per difendere la donna. Fra loro c’era Emanuel Rroku. A quel punto sarebbe arrivato Gjinaj. Ne sarebbe nata una discussione e poi il colpo di pistola che uccise il 23enne.

La stessa arma tra Malvaglio e Turbigo

È proprio la pistola a collegare i due episodi nel racconto di Bellusci. Prima sarebbe comparsa al ristorante a Malvaglio, nelle mani di Gjinaj durante una lite con un connazionale; Bellusci sostiene di averla vista da vicino e di averla materialmente tolta dalle sue mani. Pochi giorni dopo, quella stessa arma sarebbe stata utilizzata a Turbigo nel delitto che costò la vita a Emanuel Rroku. Un particolare che, se confermato dai riscontri, aggiunge un elemento molto significativo alla ricostruzione: quella pistola sarebbe già stata estratta e puntata contro un uomo pochi giorni prima di diventare un’arma omicida.