Torna libero Rocco Mongiardo, l’imprenditore di Bareggio molto conosciuto anche a Magenta. Il giudice ha stabilito che ogni misura dev’essere revocata, compreso l’obbligo di firma. Per il tribunale il ‘re delle carrozzerie’ “ha capito e suoi errori e ha dato segni di resipiscenza”

di Ersilio Mattioni

BAREGGIO (MILANO) – “Nel provvedimento a carico di Rocco Mongiardo, sottoposto all’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria, si revoca la misura in atto”. Lo scrive il giudice Fiammetta Modica, aggiungendo che per l’imprenditore di Bareggio (noto a Magenta per aver aperto la discoteca ‘Dubai’, poi fallita) “non sussistono più le ragioni delle misure cautelari”.

IL PROVVEDIMENTO DI REVOCA

Rocco Mongiardo torna libero

Di più, il giudice specifica che Mongiardo “ha dimostrato la propria resipiscenza anche attraverso l’accordo transattivo per il fallimento della Assicar”. Su quest’ultimo punto, vale la pena sottolineare come Mongiardo abbia chiuso la partita con 50.000 euro a fronte di una contestazione da 2 milioni. Ora Rocco Mongiardo torna libero, l’imprenditore: non dovrà più neppure presentarsi ai Carabinieri per la consueta firma.

Il processo

Recuperata l’agibilità totale, il ‘re delle carrozzerie’ è intenzionato a dare battaglia al processo, che lo vede imputato per bancarotta, evasione fiscale e distrazione di fondi dalle società a lui riconducibili verso l’Immobiliare San Marco (intestata a suo padre). Mongiardo nega: “Nessuna distrazione, le società pagavano alla San Marco un regolare affitto e i contratti erano tutti registrati. Lo dimostreremo al processo, dove chiederemo l’assoluzione”.

“Né santo né criminale”

L’imprenditore, arrestato lo scorso 18 febbraio, era rimasto in carcere fino a maggio, quando aveva ottenuto i domiciliari. Poi la semilibertà con l’obbligo di presentarsi ai Carabinieri. Ora neppure quello. “Non sono un santo ma neppure un criminale”, aveva detto in un’intervista esclusiva con Libera Stampa l’Altomilanese.

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I sequestri

Restano però in piedi le accuse di bancarotta ed evasione fiscale, assieme ai maxi sequestro preventivo dei suoi beni: 2 villette, 8 magazzini e 1 laboratorio intestati alla Immobiliare San Marco, più 90.000 euro incassati dalla vendita di un appartamento a Vittuone e 4 orologi Rolex detenuti da Martina Oldani, compagna di Mongiardo. L’imprenditore ha annunciato ricorso anche contro questo provvedimento, sostenendo la sua infondatezza.