Revocati i domiciliari a Rocco Mongiardo, re delle carrozzerie, che dichiara: “Soddisfatto, si riparte”

di Ersilio Mattioni

MAGENTA-BAREGGIO (MILANO) – Resta sotto processo, ma adesso è libero. Rocco Mongiardo – 38 anni, di Bareggio, imprenditore noto nel campo delle carrozzerie e conosciuto anche a Magenta per aver gestito la discoteca Dubai – non è più agli arresti domiciliari.

Rocco Mongiardo torna libero

Il Gip del Tribunale di Milano, con il parere favorevole della Procura, gli ha concesso la libertà prevedendo per lui l’obbligo di firma. In altre parole, Mongiardo dovrà soltanto recarsi tre volte a settimana alla Guardia di Finanza di Magenta per autografare un foglio. Per il resto, potrà fare quello che desidera: viaggiare (anche all’estero) e soprattutto tornare a gestire le sue carrozzerie. L’imprenditore fu portato in carcere lo scorso febbraio per bancarotta fraudolenta. Secondo la Procura avrebbe messo in piedi un sistema di società di carrozzerie e autonoleggi nel Milanese, che venivano aperte e chiuse per evitare di pagare le tasse. Mongiardo si sarebbe servito di prestanome e avrebbe sottratto al Fisco 8,5 milioni di euro. La Guardia di Finanza di Magenta gli aveva anche sequestrato immobili, orologi di pregio, cassette di sicurezza e automobili per circa 6 milioni di euro.

Le intercettazioni telefoniche

Ma a fare scalpore erano state pure le intercettazioni telefoniche, nelle quali l’imprenditore bareggese diceva frasi tipo “Lo scanno, gli rompo le corna, lo spezzo in tre pezzi”. O ancora: “Pesto lui e la guardia insieme, lo prendo a calci in faccia”. La decisione di portare Mongiardo in carcere venne presa proprio per la sua “pericolosità sociale”. Ma oggi, a distanza di 5 mesi, sembra cambiato tutto.

“Momenti di rabbia”

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E l’imprenditore, interpellato da ‘Libera Stampa l’Altomilanese’, spiega: “Ringrazio sia la Procura sia il giudice Patrizia Nobile: hanno compreso il contesto, cioè che quelle frasi erano state dette in momenti di rabbia”. Mongiardo aspetterà il processo da uomo libero e ha già ricominciato a lavorare. “Tutto come prima, le carrozzerie di Bareggio, San Giuliano Milanese e Cinisello Balsamo sono aperte. Quanto al resto, abbiamo avviato una transazione con l’Agenzia delle Entrate. I nostri beni sono già stati in parte dissequestrati e in parte lo saranno alla firma della citata transazione”. Nel corso di una lunga intervista (che pubblicheremo settimana prossima) Mongiardo ha chiarito pure la sua posizione processuale: “Ho ammesso alcuni reati, ma contesto una parte rilevante della ricostruzione della Gdf di Magenta”.

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