Al rosario di Vanzaghello, nel Milanese, violate tutte le regole anti Covid: distanziamento e mascherine in primis. Assieme a don Armando Bosani, 100 persone si sono accalcate per la preghiera, compresi il sindaco e la giunta. Una cittadina critica l’assembramento e viene insultata dai fedelissimi del parroco

di Redazione

VANZAGHELLO (MILANO) – Il rosario si trasforma nell’ennesimo assembramento: 100 persone accalcate, senza il minimo distanziamento sociale e qualcuna senza neppure indossare la mascherina. I Carabinieri, seppur avvisati, non sono intervenuti.

Un rosario senza regole

Protagonista dell’ennesima violazione alle norme sulla salute pubblica è il parroco di Vanzaghello, don Armando Bosani. Già noto per le sue posizioni anti gay, il sacerdote aveva provato a forzare la mano anche lo scorso aprile, celebrando una messa in presenza nel picco della pandemia e beccandosi una denuncia. Giovedì 11 febbraio si è ripetuto con un rosario.

Quelli di Lourdes

“Quest’anno non potremo essere presenti a Lourdes, ma il nostro cuore è là. Rivivremo, seppur molto modestamente, il rosario serale giovedì 11 febbraio alle 21 presso il parco Mariano di Madonna in campagna, anche con la distribuzione dell’acqua di Lourdes fatta recapitare apposta per l’occasione”. Così scriveva don Armando sul ‘Mantice’, il giornale della Parrocchia. Forse, al posto dell’acqua santa, avrebbe fatto meglio a distribuire qualche mascherina e a invitare al rispetto delle regole. Anche la Madonne avrebbe apprezzato.

I fedeli accalcati al rosario di Vanzaghello, nel Milanese

Gli insulti

Una cittadina si è permessa di far notare le violazioni alle regole anti Covid del rosario di don Armando, pubblicando sui social un commento e alcune foto. Apriti cielo. Il popolo di Dio e della Madonna, decisamente poco caritatevole, non ha perso l’occasione per difendere l’ennesima ‘bischerata’ del parroco, ricoprendo di insulti la cittadina, la cui unica ‘colpa’ è il richiamo al rispetto delle regole.

Sindaco in prima fila

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Al rosario-assembramento hanno partecipato anche il sindaco Arconte Gatti e la sua giunta confessionale. La cosa tuttavia non stupisce più di tanto, se si pensa che il centrodestra ha vinto le elezioni nel 2019 anche grazie alla propaganda del parroco, che spesso e volentieri offende il Pd e in generale chi non la pensa come lui.

La Curia in imbarazzo

La Curia di Milano, dopo aver tollerato un po’ di tutto, aveva richiamato don Armando a comportamenti più sobri, senza ottenere però alcun effetto. Ora, dopo l’ennesimo gesto di sfida di un parroco insofferente alle regole, il caso potrebbe tornare all’attenzione dell’arcivescovo Mario Delpini.

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