Sanità – Eccellenza all’ospedale di Abbiategrasso: la chirurgia della mano

Conferenza stampa all’ospedale Cantù di Abbiategrasso, nel Milanese, per la presentazione dei nuovi servizi. Fiore all’occhiello: la chirurgia della mano

27 GIUGNO 2018

di Andrea Lovati

ABBIATEGRASSO (MILANO) – Nel corso di una conferenza stampa, nella mattinata di oggi, sono stati illustrati i nuovi servizi offerti presso l’ospedale “Costantino Cantù” di Abbiategrasso, nel Milanese. All’incontro erano presenti il dottor Stefano Schieppati, direttore medico dei presidi ospedalieri di Magenta e Abbiategrasso, la dottoressa Elisabetta Saporiti e il dottor Dante Tunesi. Presente anche il sindaco, Cesare Nai.

La chirurgia alla mano

La conferenza ha avuto come fulcro fondamentale la presentazione del servizio di chirurgia alla mano, descritto da Schieppati come “un servizio di eccellenza e un punto di forza locale e regionale”.

Patologie chirurgiche relative alla mano

Il dottor Tunesi ha informato i presenti della suddivisione di mansioni tra gli ospedali di Abbiategrasso e Legnano: ad Abbiategrasso verranno curate tutte le patologie di bassa intensità chirurgica relative alla mano, come dita a scatto e cisti del polso, che sono le più frequenti tra la popolazione. Le patologie di forte impegno chirurgico saranno invece riservate a Legnano. Questa divisione di compiti all’interno dei due ospedali dell’ASST Ovest Milanese un impatto positivo non solo per i pazienti, ma anche per i chirurghi stessi, che potranno così concentrare le loro risorse.

L’impegno con l’Amministrazione Comunale

Il Dottor Schieppati ha aggiunto, riguardo a questo argomento, l’impegno preso con l’amministrazione Comunale del sindaco Nai. “Un impegno che ora abbiamo mantenuto” ha affermato con orgoglio il medico. Il direttore dei due nosocomi ha inoltre dichiarato che saranno due le sedute operatorie a settimana presso l’ospedale abbiatense. Per quanto riguarda il numero di casi curati ogni anno, sempre secondo il dottore, si attestano sui 500 casi circa (dati 2017).  Le due sedute operatorie a settimana dovrebbero quindi garantire una certezza per il paziente riguardo all’intervento programmato, senza cambi di data.

La conclusione

La conferenza si è conclusa con le parole del dottor Schieppati, in risposta alla domanda se questi servizi sono un punto di arrivo o di partenza. IL dottore ha risposto affermando che “la medicina è in continua evoluzione. Ci saranno sicuramente in futuro degli aggiornamenti ma per ora no, questo è l’ultimo tassello di quelli programmati. Il nostro compito è quello di far lavorare i nostri professionisti nella condizione migliore”.