Una mamma denuncia il comportamento della dottoressa: “Mi ha detto di curarlo con acqua e bicarbonato, ma ho dovuto portarlo al pronto soccorso per una grave infezione”

27 MARZO 2018

di Martina Salasso

CORBETTA (MILANO) – Un altro pediatra finisce nel mirino delle polemiche, questa volta, nella cittadina di Corbetta. A illustrare la vicenda che ha visto coinvolta la dottoressa Marta Travaini è una giovane mamma di un bimbo di 9 mesi, che ha deciso di raccontare la sua presunta disavventura.

La mamma: “Ha fatto una diagnosi via telefono”

Tutto inizia più di una settimana fa, come racconta il genitore: “Lunedì – spiega la donna – ho chiamato la dottoressa perché il mio bambino non stava bene e lei, senza visitare mio figlio, gli ha diagnosticato via telefono un semplice raffreddore, dicendomi di curarlo con acqua e bicarbonato”. La madre a questo punto decide, il giorno successivo, di sentire privatamente il parere di un altro medico e qui la situazione cambia: il bimbo ha i bronchi infiammati, così, giovedì mattina la mamma lo porta al pronto soccorso di Rho. Dove trova una la brutta sorpresa: “I medici hanno diagnosticato a mio figlio una bronchiolite, in corso da giorni, di natura virale”. Si tratta di un’infezione, che colpisce prevalentemente i neonati e per precauzione si isola il bambino per evitare il contagio. Il piccolo viene quindi trasferito e ricoverato presso il reparto di pediatria del nosocomio di Garbagnate, dove rimarrà, insieme ai genitori, all’incirca per una settimana.

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Ora la famiglia vuole denunciare

Ad aggravare la situazione, c’è anche da considerare che il piccolo è nato prematuro: secondo la mamma, quindi, la dottoressa avrebbe dovuto avere un’accortezza maggiore nel valutare il caso del figlio: “Se l’avesse visto e visitato, anziché darmi la diagnosi via telefono – prosegue la madre – forse si sarebbe accorta che non si trattava di un semplice raffreddore”. Ora il piccolo continuerà le cure a casa, mentre la famiglia promette di andare fino in fondo: “Non chiedo un risarcimento, ma è giusto che si sappia: ho intenzione di segnalare all’Asl quanto accaduto e rivolgermi ai miei avvocati”. Un episodio, quello raccontato dalla donna, che però potrebbe non essere un caso isolato e per questo viene lanciato un appello a tutte le mamme, che come lei non hanno gradito i metodi adottati dalla pediatra, chiedendo di segnalare il caso agli organi competenti.

La dottoressa: “Mi sono comportata come da manuale”

Perentoria la difesa della dottoressa Travaini, interpellata da ‘Libera Stampa l’Altomilanese’: “Ho sentito la mamma lunedì e la sintomatologia, quel giorno, era quella di un raffreddore: ho quindi fissato un appuntamento per visitare il bambino giovedì, valutando giornalmente la sintomatologia stessa. Quando il bambino è stato ricoverato, tramite il pronto soccorso, ero a conoscenza dei sintomi del piccolo, i parametri vitali erano ottimi e ho detto alla madre di portare qui il bambino una volta dimesso. Ho gestito la situazione come da manuale”. La pediatra non teme alcuna conseguenza: “Se dovessi essere segnalata all’Asl, risponderò illustrando i fatti”.

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