In Francia un prof è stato ucciso da un fanatico islamista. Anche in Italia c’è chi prova, senza violenza, a mettere le mani sulla scuola, sbraitando come un fondamentalista contro la libertà d’espressione: chi? Lega e Fratelli d’Italia

25 OTTOBRE 2020

di Francesco Bagini

MILANO – Le scuole in questo periodo si stanno difendendo dal Covid-19. Eppure un altro ‘virus’ serpeggia: l’ideologia, sia essa politica o religiosa. Tale piaga non è letale come il Coronavirus, ma, ‘veicolata’ dagli adulti, trova negli studenti un terreno fertile per far danni a lungo termine.

Decapitato in nome di Allah

Il 16 ottobre 2020 in Francia viene ucciso un professore. Il killer 18enne è un fanatico islamista. La vittima si chiamava Samuel Paty ed era un insegnante di storia e geografia di una scuola media. Il 47enne aveva tenuto una lezione sulla libertà d’espressione, richiamandosi alle vignette di Maometto pubblicate nel 2006 dal giornale satirico Charlie Hebdo. Anche a causa di quelle caricature, Charlie Hebdo subì un attacco terroristico il 7 gennaio 2015, nel quale morirono 17 persone tra giornalisti e poliziotti. Samuel Paty è stato invece decapitato al grido di ‘Allah akbar’, all’uscita del proprio istituto.

La commemorazione del prof ucciso e la copertina di Charlie Hebdo in suo ricordo

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La Lega entra in classe

Senza violenza e in maniera più subdola, anche in Italia c’è chi prova a portare tra i banchi la propria ideologia. Il Vaticano con i suoi crocifissi e l’ora di religione? No, questa è un’altra annosa questione. Siamo a Ferrara, dove il Comune è retto da un’amministrazione leghista, già salita agli onori della cronaca per alcune trovate ideologiche, tra il serio e il faceto. Il 7 ottobre 2020 la giunta, guidata dal sindaco Alan Fabbri, questa volta tenta di controllare i libri di testo delle scuole della città. Perché?

L’ideologia sale in cattedra

La Lega ferrarese lo vagheggia in un documento, in realtà mai protocollato, diretto all’Ufficio Scolastico Territoriale: “È nostro interesse conoscere metodi, qualità e tipologia dell’educazione fornita in particolare alle giovani generazioni“. I leghisti pretendono così di ricevere l’elenco dei testi in uso in tutte le sezioni, comprendendo titolo e Casa Editrice. Non si capisce su quali basi dei politici possano giudicare il materiale didattico, se non per fini ideologici. Del resto, a pensar male si fa in fretta: negli ultimi tempi, nel nostro Paese come altrove, la destra è sempre più dedita a tentativi di revisionismo storico.

Il documento prodotto da un consigliere della Lega ferrarese, pubblicato dal sito Estense.com

Rete4: ‘Lavaggio del cervello a Ferrara‘?

Strano comportamento quello dei leghisti, sempre pronti a bollare il mondo islamico come fanatico, facendo di tutta l’erba un fascio per pura propaganda. A proposito: chissà, a parti invertite, cosa avrebbe messo in sovrimpressione Rete4: Lavaggio del cervello a Ferrara? La Lega quindi si sbugiarda da sola: si vanta di essere un movimento concreto e a-ideologico, salvo poi pretendere di stabilire con chi i cittadini si possono sposare, chi può avere figli, se si può ricorrere all’eutanasia e ora pure quali libri studiare… I temi etici portano lontano. Torniamo alle vignette satiriche, perché certa destra è davvero simile agli islamisti.

Covid pizza

Quando l’integralismo musulmano tuonò contro le vignette su Allah, in Italia i leghisti e i loro alleati, si fecero paladini della libertà d’espressione. La famosa libertà dell’Occidente Cristiano, per intenderci. Però nei giorni in cui la satira se la prende col Belpaese, quel diritto si può sospendere. Per esempio il 3 marzo 2020. Alla vigilia dello scoppio della pandemia, la Tv francese ‘Canal+’ manda in onda un video satirico. Protagonista un pizzaiolo italiano, che tossisce e sputa per cucinare la pizza ‘Coronavirus’. La destra nostrana inizia subito a stracciarsi le palandrane, pardon, le vesti.

Un fermoimmagine del video satirico di Canal+ sulla pizza italiana al Coronavirus

Satira a senso unico

Manco a dirlo, la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, è la più agitata: si tratta di “immondizia anti italiana“, provo “disprezzo per gli autori“, il video è “disgustoso“. Un atteggiamento strumentale da parte di Meloni e dei suoi alleati, anni prima strenui difensori delle vignette su Maometto (l’ex ministro Calderoli ne fece una maglietta). Per inciso, va detto che le critiche alla Tv francese a marzo furono bipartisan. A riprova del diffuso controverso rapporto con la satira e la libertà d’espressione, nonostante, quando convenga, ci si metta in posa con ‘Je suis Charlie’, ‘Je suis Prof’.

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