Passa di ruolo, ma è costretta a cambiare scuola: il paradosso

25 AGOSTO 2020

di Francesca Ceriani

MARCALLO CON CASONE (MILANO) – Non bastano le incertezze e i dubbi che già affliggono i genitori (vista anche la ripresa dei contagi) in merito alla ripartenza della scuola. Alle preoccupazioni causate dalla pandemia da Coronavirus si aggiungono quelle relative ai cambiamenti di insegnanti nei nostri istituti, di ogni ordine e grado.

Il paradosso

Una storia paradossale vede come protagonista un’insegnante delle scuole elementari di Marcallo con Casone, nel Milanese. A raccontarla è la maestra stessa, che preferisce restare anonima: “Dopo 4 anni all’interno dell’istituto – spiega – quest’anno sarò costretta a cambiare scuola. Quando sono entrata a Marcallo 4 anni fa ero di ruolo, ma con riserva. Ora ho fatto il concorso e sono riuscita a entrare di ruolo ufficialmente: avrei voluto fare domanda per il posto che già occupo a Marcallo da 4 anni, ma non posso”. Il motivo? “Il posto per cui vorrei assumere il ruolo risulta già occupato… da me!”.

Posto occupato

La cattedra, che negli scorsi 4 anni è stata assegnata a questa maestra, non risulta ancora vacante perché agli atti risulta occupata proprio da lei. “A settembre – continua l’insegnante – il mio posto verrà occupato da una supplente. Io, nel frattempo, sebbene volessi restare a Marcallo e portare in quinta gli alunni che ho seguito in questi anni, sono stata costretta a fare domanda presso un altro istituto perché il posto che ora è occupato da me a Marcallo non risulta ancora libero. La continuità didattica di cui si parla tanto non viene affatto garantita”.

Ira dei genitori

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Una situazione paradossale, che ha scatenato l’ira dei genitori. Le famiglie e i bambini della classe quarta interessata da questo cambiamento, in questi 4 anni si sono molto affezionati alla maestra e ne hanno apprezzato l’impegno e la dedizione, anche nel periodo di lockdown. Per questo motivo hanno scritto una lettera indirizzata alla preside dell’istituto, Alessandra Moscatiello, all’Ufficio scolastico territoriale e al Ministero dell’Istruzione.

La lettera

“Da pochi giorni abbiamo appreso con stupore e incredulità che la maestra dei nostri figli non sarà più con loro da settembre – scrivono le famiglie – Rimaniamo basiti non solo per il fatto che venga cambiata l’insegnante alla vigilia dell’ultimo anno del ciclo di studi, ma anche per le cause che hanno determinato questa situazione: un paradosso incomprensibile e fuori da ogni logica. La decisione di interrompere la continuità didattica costituisce un serio motivo di preoccupazione da parte di noi genitori. Facciamo appello anche noi, come altri genitori stanno facendo in situazioni analoghe, alla Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e adolescenza, al diritto allo studio in generale, ma anche al buon senso”. Nella speranza che questo appello venga accolto. al più presto.

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