Con lo striscione “Abbaieremo per te”, centinaia di cittadini scendono in piazza a Sedriano, nel Milanese. Quando il comune fu sciolto per mafia, erano in trenta. Dopo Arese, pensavamo di aver visto tutto. Invece no. Siamo vicini alla fine del mondo

1 MAGGIO 2018

di Ersilio Mattioni

SEDRIANO (MILANO) – Proviamo a capire cosa può angosciare il popolo italiano in questi giorni. La nazione è senza un governo e vive uno dei passaggi più delicati della storia repubblicana. Le bombe in Siria uccidono uomini, donne e bambini, mentre i giganti del mondo, Usa e Russia, sembrano tornare ai tempi della ‘Guerra fredda’. Intanto, dati Istat alla mano, 18 milioni di persone sono a rischio povertà o esclusione sociale. E un esecutivo dimissionario, nell’ultima riunione del consiglio dei ministri, scioglie per mafia 11 comuni, segno che questa nazione continua ad avere un problema serissimo con le infiltrazioni della criminalità organizzata dentro le istituzioni. Dettagli, ci vuole altro per accendere la passione civile.

“Abbaieremo per te”

Basta guarda Sedriano, un comune nel Milanese, dove 200 cittadini scendono in piazza per commemorare Zoe, una cagnolina barbaramente uccisa da un boccone avvelenato. Un gesto orribile, certamente. Un gesto che provoca reazioni indignate, perché l’unico torto di Zoe era quello di abbaiare. Ma premesso questo, non stiamo esagerando? Quello che sembra mancare del tutto è il senso delle cose, della misura. Si fatica a credere che quando Sedriano fu sciolta per mafia, in piazza c’erano 30 cittadini del paese, mentre per un cane si mobilitano in 200. Ed espongono un cartello (“Abbaieremo per te”) che fa venire i brividi, per non parlare del comizio, durante il quale l’organizzatrice, la simpatizzante leghista Valentina Ceccarelli, con le parole rotte dall’emozione, chiama la padrona del cane “la mamma di Zoe”, paragona l’animale a una persona e poi invita tutti “a osservare un minuto di silenzio”. Una carnevalata imbarazzante.

Follia collettiva

Che i diritti degli animali siano cose serie, non c’è dubbio. E chi scrive, peraltro, è autore di un’inchiesta (che sarà pubblicata sabato 5 maggio su Millennium, il mensile del Fatto Quotidiano) sui maltrattamenti negli allevamenti intensivi. Ma qui si sta passando il segno, perché se andate a chiedere ai manifestanti di Sedriano cosa pensano dell’accoglienza ai migranti, metà di loro vi risponderà che bisogna affondare i barconi. Una follia collettiva senza precedenti, dove il valore della vita cambia a seconda dei propri bisogni.

E i gatti?

Ma si tocca il fondo quando una cittadina, mentre in piazza si sfila per Zoe, telefona alla nostra redazione per protestare. Contro la manifestazione? Macché! Il motivo è un altro: “Si fa tanto per i cani, e per i gatti? Non si fa niente”. Italiani, un popolo senza speranza. Dopo Arese, quando una frotta di cerebrolesi affrontò 10 chilometri di coda  per mangiare il pollo fritto gratis, pensavamo di aver visto tutto. Invece no. Siamo in prossimità della fine del mondo.