Sedriano – Da Celeste a Mucciarelli, ritratto dei ‘becchini’ del centrodestra

Lo chiamavano “sua maestà il sindaco professor Alfredo Celeste”. Poi arrivò la mafia, gli arresti, i processi e lo scioglimento del comune, primo e unico caso in Lombardia. La giunta fu cacciata da palazzo e il timone del centrodestra, dopo due anni di commissariamento, passò a Maurizio Mucciarelli. Le infiltrazioni della ‘ndrangheta in municipio furono definite “alcuni fatti” e alle elezioni di novembre 2015 Forza Italia e soci non andarono al di là del 5,5%, restando fuori dal consiglio comunale. Da allora tutto tace. E Mucciarelli? Chiamate ‘Chi l’ha visto’

14 MAGGIO 2016

di Ersilio Mattioni

SEDRIANO (MILANO) – Bisognava capirlo. Alla presentazione della sua lista, il 7 novembre 2015, il candidato sindaco del centrodestra, Maurizio Mucciarelli, si presentò con Romano La Russa, Sante Zuffada (fresco di condanna dalla Corte dei Conti per 112.000 euro di rimborsi irregolari) e l’ex formattatore del Pdl ed ex sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo, che lanciò invettive contro “i professionisti dell’antimafia” e definì Sedriano, confondendola con Bareggio, “il paese delle ciliegie”. La parola ‘mafia’, in casa centrodestra, fu bandita. Tanto che Mucciarelli, sullo scioglimento del comune per infiltrazioni, primo e unico caso in Lombardia, chiosò: “Sì, l’abbiamo letto sui giornali. Ma sono garantista”. E, giusto per peggiorare la situazione, aggiunse: “Voi non conoscete nessuno che è nel malaffare oppure un delinquente?”

La debacle e la fuga

Con queste premesse non poteva che finire in un massacro: 5,5% alle elezioni e Forza Italia fuori dal consiglio comunale, non era mai capitato dal 1994, anno di nascita del partito di Silvio Berlusconi. Vero, l’eredità di Celeste era pesante. Ma forse impostare una campagna garantista e negazionista nel primo comune lombardo sciolto per ‘ndrangheta non fu un’idea geniale. Va beh, succede. La sera della debacle – con i ‘grillini’ in festa per una vittoria storia e il Pd col muso lungo per una sconfitta tanto bruciante quanto meritata – il centrodestra reagì: “Ricominceremo a fare politica, all’opposizione, nel paese, tra la gente”. Proclami roboanti. A distanza di sei mesi, però, sono spariti tutti. Mucciarelli in primis, nessuno sa dove sia. La serietà che si deve agli elettori che lo hanno votato gli imporrebbe almeno di chiarire cosa intende fare, anche perché un centrodestra conciato così non fa bene a nessuno. Nulla, l’ex candidato sindaco sembra scomparso. Al punto che qualche militante sta pensando di scrivere a ‘Chi l’ha visto?’

Celeste in campo

L’unico, con una tenacia da fare invidia, che ci mette la faccia è l’ex sindaco Alfredo Celeste. Lo si vede spesso ai consiglio comunali, fra il pubblico, come un leone in gabbia. E lo si sente. Una volta ha litigato con un consigliere del Pd, un’altra volta se l’è presa con la neo giunta ‘grillina’ del sindaco Angelo Cipriani (che, sia detto per la cronaca, sta facendo bene). Celeste è fatto così. E’ un combattente narcisista. Incurante ieri dello scioglimento per mafia, incurante oggi di una richiesta di condanna a 3 anni 6 mesi per corruzione. Lui c’è, continua a fare politica. Nel centrodestra, è l’unico.