Sedriano – Villa Allavena: un milione di euro per salvarla, oggi si può fare

Il sindaco ‘grillino’ Angelo Cipriani ci crede. E con l’impegno del consigliere regionale Stefano Buffagni (M5S) il sogno potrebbe diventare realtà: grazie a un bando di Fondazione Cariplo, la villa che oggi cade a pezzi potrebbe diventare la ‘casa della legalità’ nel primo comune in Lombardia sciolto per mafia

6 AGOSTO 2016

di Ersilio Mattioni

SEDRIANO (MILANO) – Villa Allavena può essere salvata da un degrado che sembra irreversibile; può rinascere e diventare un servizio per la città; può essere ristrutturata con un ingente contributo privato. Non è un sogno, ma una reale possibilità che si profila all’orizzonte e che il sindaco Angelo Cipriani (M5S) ha intenzione di cogliere.

Il bando

Tutto nasce da un bando di Fondazione Cariplo, pronta a mettere a disposizione circa un milione di euro per la ristrutturazione della villa di proprietà comunale. “In questa fase – spiega il sindaco – stiamo valutando la partecipazione al bando da un punto di vista tecnico, ovvero stiamo cercando di capire quale potrebbe essere il progetto da proporre a Fondazione Cariplo. L’idea è quella di trasformare Villa Allavena in una ‘casa della legalità’, dove troveranno posto associazioni, gruppi, cittadini. Certo, per ora è un’ipotesi, ma noi vorremmo coinvolgere tutti, opposizioni comprese, nella realizzazione di un progetto che può dare lustro a Sedriano. L’idea di una ‘casa della legalità’ nel primo comune lombardo sciolto per mafia riveste certamente un valore politico e simbolico. Da ciò l’impegno di Stefano Buffagni (consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, che segue le vicende di Sedriano da vicino): “Siamo nell’ambito di una iniziativa che Fondazione Cariplo finanziarebbe al 70%. Nel bando, oltre al progetto, bisogna però specificare anche come la struttura verrebbe gestita, cioè con quali risorse”.

Una risposta alla mafia

L’obiettivo è restituire a Sedriano una ‘casa della legalità’ in cui si faccia musica, teatro, arte e attività antimafia. Occorre poi trovare un modo per generare un reddito che possa consentire di gestire la Villa, cosa che sarà demandata alle associazioni e non al comune. “A queste condizioni – chiosa Buffagni – Villa Allavena, che oggi è soltanto un costo, diventerà un servizio, una casa di tutti i cittadini con un parco attorno, un luogo di cultura e legalità. Noi ci crediamo, l’auspicio è che ognuno sappia fare la sua parte. Sarebbe un peccato perdere un’occasione come questa”.