Bareggio, sindaco leghista dice ‘no’ al doppio cognome del figlio appena nato di una coppia omosessuale: Inveruno e Mesero diedero l’ok

di Francesca Ceriani

BAREGGIO (MILANO) – Coppia omosessuale chiede al Comune di riconoscere il proprio figlio, ma l’amministrazione comunale nega l’atto. Succede a Bareggio. L’amministrazione leghista guidata dal sindaco Linda Colombo ha detto ‘no’ al doppio cognome a un bambino nato da una coppia di donne, unite civilmente, appellandosi a un parere rilasciato dal Ministero.

Riconoscimento negato al figlio di una coppia omosessuale

La coppia, riconosciuta di fronte alla legge poiché unita civilmente, chiedeva di riconoscere il figlio, nato da una delle due (la data presunta del parto era il 1 settembre). Prima ancora della nascita, la coppia si è mossa, avanzando al Comune la richiesta di dare al piccolo il doppio cognome. Non solo, quindi, quello della donna che lo ha partorito, ma anche quello dell’altro genitore, seppur dello stesso sesso. Il sindaco ha deciso di scrivere al Ministero dell’Interno per chiedere chiarimenti in merito alla normativa vigente. E il Ministero ha ovviamente risposto attenendosi alle leggi, senza considerare il caso specifico e senza mettere in atto una scelta politica e di buon senso (come avrebbe invece potuto fare la giunta di Bareggio).

La normativa italiana

Il quadro normativo italiano esclude che possa essere firmato un atto di nascita e/o riconoscimento di filiazione da genitori dello stesso sesso. Questo sia perché il bambino è stato concepito tramite fecondazione eterologa (tecnica non consentita in Italia), sia perché l’unione civile tra persone dello stesso sesso non garantisce, in materia di filiazione e adozione, gli stessi diritti di un matrimonio.

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La giunta bareggese, che probabilmente non aveva alcuna intenzione di riconoscere il doppio cognome, ha quindi approfittato del parere del Ministero. Così ha negato l’atto di riconoscimento e riportando sull’atto di nascita solo il cognome della madre partoriente. Decisamente più progressisti i sindaci di Mesero, Davide Garavaglia (di centrodestra), e di Inveruno, Sara Bettinelli (Partito democratico), che in passato, senza aver bisogno di chiedere un parere alla Prefettura, hanno concesso il doppio cognome a coppie dello stesso sesso unite civilmente. Una scelta di buon senso e contro ogni discriminazione.

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