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La controversa idea del dirigente scolastico delle medie di Parabiago: “Un gesto di solidarietà per insegnare ai ragazzi il senso civico”. Ma alcuni genitori protestano

1 MAGGIO 2018

di Lorenzo Rotella

PARABIAGO (MILANO) – Una semplice ragazzata è costata cara due intere classi delle scuole medie ‘Rapizzi’ di Parabiago. La scorsa settimana, durante una lezione di educazione fisica, uno studente di terza media si è ritrovato senza giubbotto. Così il preside ha deciso di ‘multare’ tutti gli studenti delle due sezioni per permettere al compagni di comprarsene uno nuovo.

Il furto e la punizione

Il giubbotto, con ogni probabilità, sarebbe stato sottratto durante il cambio dell’ora: il ragazzo si è accorto della mancanza dell’indumento proprio quando la classe successiva stava per entrare in palestra per fare ginnastica. Il preside Giuseppe Terrone, al quale è stata riferita la vicenda, in assenza di un colpevole preciso ha proposto di ‘multare’ entrambe le classi, per un totale di circa 50 studenti, che in quel lasso di tempo si trovavano nella zona degli spogliatoi. A spiegare l’accaduto, nonché la decisione, è lo stesso dirigente scolastico: “Il furto coinvolge due classi di terza media che in quel momento si trovavano nello stesso luogo, ossia negli spogliatoi durante il cambio dell’ora di educazione fisica. Naturalmente è difficile risalire a un colpevole, specie se si tratta di una ragazzata simile: basti pensare che è stato sottratto solo il giubbotto, mentre l’alunno ha ritrovato i suoi effetti personali sulla panchina. Il corpo docenti ha voluto proporre una colletta in comune tra le due classi per risarcire il ragazzo del furto, stabilendo una cifra simbolica di 5 euro. In questi giorni avrò un appuntamento con i genitori per valutare l’opzione, ma per ora ho accolto con favore la proposta. Penso sia un bel gesto di solidarietà e che possa insegnare ai ragazzi cosa sia il senso civico, specialmente dinanzi a episodi gravi come questo”.

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Genitori in disaccordo

Nell’attesa dell’incontro, però, una madre esprime parere contrario alla proposta: “Mio figlio, quel giorno, era rimasto a casa per malattia. Non trovo giusto che debba pagare 5 euro anche lui, è vergognoso”. Sono diversi i genitori che infatti si trovano in disaccordo con la decisione della scuola. Nelle prossime settimane la proposta di solidarietà nei confronti dell’alunno sarà messa ai voti durante un’assemblea tra le famiglie e il corpo docenti.